Categories: Editoria

Rinnovo cariche FNSI e crisi del comparto. L’editoria italiana in un limbo senza fine

La successione del segretario Franco Siddi non si presenta semplice anche perché mai forse la credibilità del sindacato dei giornalisti aveva raggiunto un livello così basso dopo un rinnovo contrattuale disastroso, un referendum considerato illegittimo da una parte della categoria e una crisi profonda del settore editoria causando chiusure di giornali, ristrutturazioni, licenziamenti e perdita di copie vendute. Non è un buon momento per andare a congresso senza preoccuparsi di sfoltire le pletoriche cariche e senza un confronto sulla matrice della crisi che colpisce la stampa italiana nell’epoca dell’esplosione delle tecnologie digitali. Sono a rischio in Italia 320 testate giornalistiche con oltre 4.500 dipendenti diretti e un indotto di 15 mila persone. In meno di 10 anni il sostegno pubblico all’editoria è passato da 500 milioni di euro a poco più di 50. Sul tappeto per un’analisi sulla gravità della situazione ci sono la lettera aperta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano da parte della presidente della Federazione Italiana Liberi Editori (File) Caterina Bagnardi e un dossier di Mediobanca. Sul crollo delle vendite, sui ricavi, gli introiti pubblicitari. Le sette sorelle (Rcs, Espresso, Mondatori, Monti Riffeser, Caltagirone, La Stampa-Agnelli, Il sole 24 ore-Confindustria) negli ultimi 5 anni hanno perso quasi due miliardi. Secondo i dati della Federazione Italiana Editori a tutto il 2013 le vendite sono calate del 45% rispetto al 1990. L’involuzione dei maggiori gruppi editoriali s’inquadra in una tendenza di più lungo periodo che vede in Italia più che in altri paesi europei un diffuso processo di disaffezione verso la carta stampata quotidiana. Le copie diffuse non superano ormai i 3 milioni giornalieri. Di recente hanno chiuso “La Padania”, organo quotidiano della Lega Nord, “l’Unità” giornale fondato da Antonio Gramsci, “Europa” organo dell’ex Margherita e poi del Partito Democratico. Sempre in difficoltà “Il Manifesto” ed altre pubblicazioni della sinistra, ultimi di una serie (circa trenta) che rischia di trasformarsi in strage di voci libere. Pluralismo in pericolo? Il rischio è forte se dovesse essere confermato il taglio dell’80 per cento rispetto a quanto previsto dalla legge sugli aiuti all’editoria entro la fine dell’anno. Di fronte a questa situazione la Federazione Nazionale della Stampa, i sindacati di categoria, la File, Mediacoop hanno elaborato un documento comune per rivolgersi al governo per segnalare che la riduzione della spesa pubblica non si abbatta su un settore già stravolto dalla crisi economica delle aziende di pubblicità. La legge del maggio 2012 n.103 è stata un tentativo da parte del legislatore di definire un periodo di transizione in attesa di una compiuta riforma, garantendo un sistema differenziato d’informazione. La continua erosione delle risorse, unitamente alla crisi del modello dell’informazione su carta stampata, ha determinato nel corso di questi anni la chiusura di decine di quotidiani e centinaia di periodici, con gravi ricadute sull’occupazione e sul pluralismo.

Recent Posts

Proteggere i minori senza vietare i social: la lezione della Corte costituzionale francese

La protezione dei minori non può giustificare qualsiasi limitazione della libertà di comunicazione. È questo,…

11 ore ago

Apple prepara la sfida a Meta sugli smart glasses ma la vera rivoluzione potrebbe essere la privacy

La prossima grande sfida tra Apple e Meta potrebbe non giocarsi sullo smartphone e nemmeno…

14 ore ago

Apple vuole pagare le notizie quando le usa. Un nuovo modello per editori e intelligenza artificiale

Si torna a parlare del rapporto tra piattaforme ed editori. Questa volta protagonista è Apple.…

2 giorni ago

Apple cambia strategia in Cina, un modello AI sviluppato con Alibaba per portare Apple Intelligence sugli iPhone

Apple prepara una svolta importante nella propria strategia sull’intelligenza artificiale e sceglie di farlo in…

2 giorni ago

L’AI lascia la firma, Anthropic mette un marchio invisibile nei testi di Claude: il copia e incolla non sarà più lo stesso

Per anni uno dei problemi più difficili legati alla diffusione dell’intelligenza artificiale generativa è stato…

3 giorni ago

Sintesi Ai: gli editori francesi trascinano Google all’Antitrust

Ancora una volta è dalla Francia che parte la riscossa. Quella degli editori contro i…

3 giorni ago