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Editoria in crisi, il Cdr dell’Unità a Montecitorio: solidarietà dalla Boldrini

Il Cdr dell’Unità a Montecitorio incassa la solidarietà dalla Boldrini. Basterà?

Iniziativa alla Camera del Comitato di redazione dell’Unità. Sono passati ormai quattro mesi dalla sospensione delle pubblicazioni: la situazione è di gran lunga più preoccupante di quanto previsto. Della stessa idea anche il presidente della Camera, Laura Boldrini, che ha mandato un messaggio ai giornalisti dell’Unità quando ormai manca pochissimo alla scadenza del 30 novembre, data entro cui l’editore Guido Veneziani dovrà presentare le garanzie necessarie per l’accettazione dell’offerta che dovrebbe consentire il ritorno in edicola. La Boldrini esprime apprensione circa la situazione del quotidiano e dei singoli lavoratori, la cui assenza “rende senza dubbio più povero il panorama informativo, che del pluralismo dei giornali, dei loro differenti punti di vista sulla realtà, ha bisogno anche oggi che le notizie ci arrivano persino con un tweet. Non credo – prosegue – alla fondatezza delle previsioni che pronosticano l’estinzione dei quotidiani, né tanto meno penso che ciò sia auspicabile: la mediazione giornalistica (quanto più autonoma, qualificata, scomoda) è ingrediente essenziale nella formazione dell’opinione pubblica, e nessuno dei social media può scalzarla. Perciò mi auguro che venga definita in tempi rapidi un’offerta capace di far ripartire con nuovo impulso il giornale e di ridare lavoro a coloro che in questi anni ne hanno fatto la storia. Arrivederci a presto, in edicola o su tablet, ma di nuovo con l’Unità”, conclude.

Una testata storica che rischia di scomparire
A margine della conferenza del Cdr dell’Unità è intervenuto il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano (Pd), secondo cui sono stati evidenziati “due ordini di problemi: il primo è relativo al rischio che scompaia una testata storica che ha rappresentato, nel corso di quasi un secolo, le ragioni ideali della sinistra italiana; il secondo è il rischio della perdita di posti di lavoro e di professionalità indiscusse nel campo del giornalismo e delle attività tipografiche”. In particolare, per quanto riguarda il secondo punto Damiano evidenzia che i tipografi del giornale non ricevono la cassa integrazione a partire dal mese di aprile: senza dubbio si tratta di una situazione che mette in gravi difficoltà le famiglie di questi lavoratori. “E’ inaccettabile – prosegue Damiano – il fatto che il problema non venga risolto rapidamente. Rivolgiamo quindi un appello al Governo e al ministro del Lavoro affinché si sblocchino gli eventuali ostacoli di natura burocratica che rallentano l’erogazione delle risorse della cassa integrazione per l’Unità e per molte altre situazioni di crisi”. La scelta del Governo di universalizzare diritti e tutele in caso di disoccupazione per estenderle anche ai lavoratori precari sarebbe, infatti, contraddetta se non si provvedesse a pagare da subito la cassa integrazione a chi ne ha diritto.

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