E’ stato (parzialmente) revocato il divieto di filmare in aula le fasi del maxi-processo alla ‘ndragheta calabrese. Sì alle immagini, no agli audio. Almeno fino alla sentenza. Il procedimento chiamato “Rinascita Scott” aveva causato, a cagione del no alle telecamere disposto dalla magistratura, una protesta da parte dei giornalisti. Che avrebbero voluto poter filmare le fasi giudiziarie per consegnare un prezioso documento alla cittadinanza.
Nei giorni scorsi, i giudici ci hanno ripensato. Consentiranno alcune riprese in aula. C’è soddisfazione dalle parti delle associazioni di giornalisti che, contestualmente, chiedono un passo in più proprio ai magistrati.
In una nota, la Fnsi (rappresentata dal segretario Raffaele Lorusso e dal presidente Beppe Giulietti), insieme al segretario Usigrai Vittorio Di Trapani hanno affermato: “Il via libera del Tribunale di Vibo Valentia alle riprese audio e video al processo Rinascita Scott, in corso a Lamezia Terme, è una vittoria importante. Perché questo consentirà al Paese di avere memoria piena e completa di un processo storico. Rimane però il divieto – fino alla lettura del dispositivo – di diffusione degli audio”.
E dunque: “Un limite che deve essere superato per non limitare il diritto di cronaca giudiziaria. Anche perché rischia di silenziare in particolare l’informazione radiofonica”.
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