Editoria

Riforma dell’editoria, anche Grasso raccoglie l’invito della Fnsi

Incontro a Roma, nella mattinata del 12 luglio, tra il presidente del Senato, Pietro Grasso, e i vertici della Fnsi. Al centro dell’attenzione il ddl per la riforma dell’editoria, ma anche l’abrogazione del carcere per i giornalisti e la limitazione delle querele temerarie

La Fnsi ha chiuso le iniziative promosse per l’approvazione del ddl di riforma dell’editoria incontrando a Roma il presidente del Senato Pietro Grasso. Il presidente e il segretario generale del sindacato dei giornalisti, Giuseppe Giulietti e Raffaele Lorusso, insieme con il direttore della Fnsi, Giancarlo Tartaglia, sono stati ricevuti a Palazzo Madama, dove da giovedì sarà in aula il testo di legge.

Al centro della riunione, si legge sul sito della Fnsi,l’approvazione del ddl di riforma dell’editoria, l’abrogazione del carcere per i cronisti e il contenimento delle querele temerarie. In autunno un evento dedicato ai cronisti sotto tiro e alle continue minacce al diritto di cronaca”.

L’auspicio ribadito dai vertici della Fnsi è che si arrivi quanto prima al via libera definitivo alle norme di riordino del settore, all’abrogazione del carcere per i cronisti e al contenimento delle querele temerarie. Tutti i provvedimenti sopracitati sono attualmente all’esame del Senato e lo stesso Grasso ha spesso dimostrato una certa sensibilità su queste tematiche.

Anche stavolta il presidente del Senato non si è smentito e ha raccolto l’invito del sindacato dei giornalisti ribadendo l‘impegno per un rapido via libera alla riforma e ai vari provvedimenti in esame a Palazzo Madama. In particolar modo, Grasso ha sottolineato l’esigenza della rapida cancellazione del carcere per i cronisti.

Giulietti e Lorusso hanno poi approfittato dell’occasione per invitare il presidente Grasso all’incontro del prossimo autunno dedicato ai giornalisti minacciati e alle continue intimidazioni e limitazioni al diritto di cronaca, altro tema caldo per la categoria, ancor più in un momento come questo: per la prima volta la Federazione della stampa è in prima linea al fianco di un cronista Paolo Borrometi, che avrebbe ricevuto minacce di morte da presunto boss mafioso di Vittoria Giambattista Ventura. Il primo atto del procedimento è andato in scena l’11 luglio al tribunale di Ragusa, la prossima udienza è stata fissata per settembre.

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