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RIFORMA BIPARTISAN: CAMBIA VOLTO L’ORDINE DEI GIORNALISTI

Riprende domani in commissione Cultura alla Camera l’iter del progetto di legge di riforma dell’Ordine dei giornalisti. Il provvedimento modifica la legge del 3 febbraio 1963, n. 69, in materia di ordinamento della professione di giornalista, intervenendo su alcuni punti cardine come il sistema di accesso alla professione; il meccanismo elettorale del Consiglio nazionale; le procedure e gli organi in materia deontologica.
Riguardo all’ultimo punto, è prevista la creazione di un giurì per la correttezza dell’informazione, istituito presso ogni distretto di Corte di appello, composto da cinque membri, dei quali due nominati dal Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, due nominati dal consiglio competente dell’Ordine dei giornalisti e uno, con funzioni di presidente, nominato tra i magistrati di corte di appello.
Tra le altre novità, per accedere alla professione è prevista una laurea (fase di formazione preliminare) e una seconda fase di specializzazione, di due anni, da realizzare in forme diverse (laurea magistrale in giornalismo; master riconosciuto dall’Ordine dei giornalisti; scuole di giornalismo).
Infine, il progetto di legge comporta una drastica riduzione del numero dei consiglieri nazionali dell’Ordine come obiettivo irrinunciabile della riforma, che si intende cogliere rinviando la definizione del procedimento elettorale a un regolamento da adottare a cura del Ministro della giustizia.
La pdl è firmata da deputati di tutti i partiti, ad eccezione dell’Idv: Pisicchio (Api-Misto), Zampa (Pd), Mazzucca (Pdl), Pionati (Misto), Giorgio Merlo (Pd), Giulietti (Misto), Rao (Udc), Salvini (Lega), Lehner (Pdl) e Testoni (Pdl).

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