Tra il 24 settembre e il 9 ottobre (secondo le date stabilite dal decreto del ministero dello sviluppo economico del 10 settembre 2008) le emittenti televisive delle province di Torino e Cuneo saranno chiamate alla definitiva transizione dalla tecnologia analogica a quella digitale terrestre (switch-off).
Il cambio di tecnologia implica il sostenimento di ingenti investimenti finalizzati alla sostituzione e/o adeguamento degli impianti di trasmissione e alla produzione di nuovi contenuti editoriali (investimenti non obbligatori ma indispensabili per mantenere il posizionamento sul mercato) derivante dalla maggiore offerta conseguente alla proliferazione dei canali disponibili con la nuova tecnologia. Detti investimenti, proprio in quanto stabiliti con calendario ministeriale, non sono procrastinabili nel tempo e per di più devono essere realizzati in un contesto economico di congiuntura decisamente negativo per un settore la cui principale fonte di sostentamento, quella pubblicitaria, ha registrato nell’ultimo anno una diminuzione di oltre il 18%.
Eppure, mentre in Campania sono stati stanziati 10 milioni di euro e nel Lazio sono stati messi a disposizione diversi milioni di euro con il bando sull’audiovisivo, nulla è stato previsto dalla Regione Piemonte per sostenere le tv locali piemontesi il cui ammontare medio degli investimenti, per il solo adeguamento degli impianti, è pari a un milione di euro per azienda.
Nel dibattito europeo sulla sicurezza digitale, la proposta della Commissione UE di introdurre un’app per…
Come era facile aspettarsi, non s’è fatta attendere la replica di Google e Meta all’offensiva…
Lo scontro a viale Mazzini non finisce mai, Usigrai a valanga sulle dismissioni ipotizzate in…
È stato pubblicato il quinto rapporto annuale della Civil Liberties Union for Europe (Liberties), che…
Negli ultimi anni il rapporto tra piattaforme digitali e informazione tradizionale è diventato sempre più…
A Radio1 torna la polemica, a imbracciare l’arma dell’interrogazione parlamentare è il Pd che annuncia…