Rcs-Corriere della Sera, redatto il verbale d’accordo

Dopo nove giorni di trattativa Rcs e il cdr del Corriere della Sera sono arrivati a concordare la chiusura anticipata dello stato di crisi

Si terrà martedì o mercoledì prossimi al Corriere della Sera il referendum sul verbale d’accordo raggiunto il 18 giugno tra l’azienda e il Cdr del quotidiano sul nuovo piano di ristrutturazione proposto dall’editore. Il 9 giugno Rcs MediaGroup aveva annunciato ai rappresentanti sindacali dei giornalisti, dei grafici editoriali e dei poligrafici un piano di risparmi di 30 milioni di euro, pari a 470 eccedenze. Le redazioni del Corriere e della Gazzetta dello Sport avevano risposto annunciando rispettivamente 11 e 7 giorni di sciopero. Dopo nove giorni di trattativa no stop al Corriere si è arrivati a una possibile soluzione della vertenza che prevede la chiusura anticipata, a luglio invece che a ottobre, dello stato di crisi concordato nell’aprile 2013 (hanno lasciato, o stanno lasciando, la redazione in 37) e aprirne uno nuovo per gestire, nel periodo 1° ottobre 2015 – 30 settembre 2017, 47 nuove uscite (l’azienda ne chiedeva 67) attraverso gli strumenti previsti dalla legge 416 e incentivi all’esodo. Sono esclusi i contratti di solidarietà. Per tutti i giornalisti è previsto un periodo di cassa integrazione a rotazione per un massimo di due giorni dal 1° ottobre al 31 dicembre 2015. Le 47 nuove eccedenze comprendono le 33 che, secondo il precedente accordo, sarebbero comunque scattate con l’apertura di un nuovo stato di crisi. Dal 1° gennaio 2016 scatterà, secondo un meccanismo illustrato nell’ipotesi di intesa che pubblichiamo di seguito, anche la cassa integrazione a zero ore senza integrazione salariale per un massimo di 33 giornalisti che, in base all’età e all’anzianità contributiva, possano accedere alle forme di uscita non traumatica. Altri tagli dei costi, arriveranno da una manovra per lo smaltimento delle ferie arretrate con l’obiettivo di risparmiare 6,5 milioni di euro nel 2015. Nel 2016 azienda e Cdr si propongono di smaltire 6 milioni di ferie, tra spettanze annuali e erosione degli arretrati. Un ulteriore risparmio di 3,5 milioni di euro verrà raggiunto entro l’anno attraverso il taglio dei costi di borderò, di spese di trasferta e di funzionamento in generale. Sulle stesse voci azienda e Cdr contano di risparmiare un cifra analoga anche nel 2016. Vengono sospesi per un altro anno gli stage di aggiornamento professionale. L’intesa prevede una serie di incontri di verifica.

fonte: www.francoabruzzo.it

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