Editoria

Rcs, l’Opa di Bonomi è congrua ma la Borsa aspetta la mossa di Cairo

Sempre più nel vivo la partita Rcs tra Urbano Cairo e Andrea Bonomi. Il Cda del gruppo da il via libera all’Opa di Bonomi ma Cairo non sembra intenzionato a lasciare il tavolo: rilancio in vista?

Per la prima volta dall’inizio dell’intera vicenda, il Cda di Rcs Mediagroup definisce congrua una delle offerte. Si tratta dell’Offerta Pubblica di Acquisto presentata dal fondatore di Investindustrial, Andrea Bonomi, con il sostegno di Mediobanca, Unipol, Della Valle e Pirelli. Bonomi e i soci storici hanno creato una società ad hoc, la newco International Media Holding, e hanno alzato la loro proposta a 0,80 euro per ogni azione del gruppo.

Il board di Rcs ha giudicato positivamente il rialzo, anche se si colloca nella parte bassa dal range giudicato adeguato dagli esperti, tra 0,80 e 1,1 euro per azione. La proposta, inoltre, rimane inferiore al prezzo fissato con il Discounted Cash Flow di 0,95 centesimi. Il Dcf, il metodo dei flussi di cassa attualizzati, è uno dei principali sistemi utilizzati per la valutazione aziendale basato sulla determinazione del valore attuale dei flussi di cassa attesi da una specifica attività.

L’Opa di Bonomi ha riscontrato successo non solo per l’entità dell’offerta, ma anche perché i soci avrebbero deciso di rinunciare alla condizione sul rimborso dei finanziamenti. In questo modo verrebbe meno un profilo di incertezza dell’efficacia dell’offerta.

La vicenda, in ogni caso, si avvicina inesorabilmente al suo epilogo. Cosa deciderà di fare adesso Urbano Cairo? Per ora nulla trapela, ma secondo le voci e l’andamento del titolo di Rcs in Borsa l’editore piemontese non starà con le mani in mano. La scorsa settimana, infatti, le azioni di Rizzoli Corriere della Sera hanno chiuso a 0,8135 centesimi, poco sopra l’Opa di Bonomi e soci. Sembra quindi che il mercato abbia percepito nell’aria l’odore di un rilancio anche da parte del patron di La7.

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