Rassegna Stampa del 12/02/2019

0
119

Indice Articoli

Editoria, al via gli stati generali

Italia Oggi

GIANFRANCO FERRONI

link

Carta stampata: il governo si impegna a riunire tutte le parti protagoniste per dar vita a un grande dibattito. L’ annuncio è stato dato dal sottosegretario con delega all’ editoria Vito Crimi alla presentazione dell’ indagine conoscitiva sull’ informazione locale condotta dall’ Agcom guidata da Angelo Marcello Cardani: «Saranno indetti gli stati generali dell’ informazione e dell’ editoria, coinvolgendo una platea il più ampia possibile. Non c’ è ancora una data precisa. Stiamo raccogliendo tutti gli stakeholders, perché vogliamo fare una cosa molto ampia, che prenda tutta la filiera e non si occupi solo dell’ editoria, ma anche della distribuzione, della pubblicità e dei cittadini, che sono al centro come fruitori dell’ informazione, mentre invece spesso ci si dimentica di loro». Per Crimi, «il diritto dell’ informazione parte innanzitutto dal diritto a essere informati correttamente. I temi in campo sono veramente tanti, a partire dal tema della deontologia e del rispetto dei cittadini anche nel dare le notizie». E il sottosegretario ha voluto sottolineare che «in questi anni sono state messe in campo tantissime risorse per il settore dell’ editoria. Gli editori devono avere l’ onestà intellettuale di dire “di contributi ne abbiamo presi tanti, ma tanti come pochi altri settori industriali”, ovvero 4 miliardi di euro». Il direttore generale della Fieg, Fabrizio Carotti, ha sottolineato che «l’ informazione non è un bene qualsiasi, è necessario per la democrazia», e che non può esistere «informazione senza remunerazione». Tutto questo in un momento «di battaglie importanti, con i social che pubblicano integralmente i quotidiani, gratuitamente, togliendo anche 50 mila copie ai giornali», costringendo a condurre azioni legali contro la pirateria. «La qualità dell’ informazione è garantita dal mondo dell’ editoria, ma servono investimenti: i canali gratuiti vanno contrastati, e serve un ripensamento pubblico su una filiera che è tutta in sofferenza, e va salvaguardata». Ricordando che l’ edicola ha un futuro anche come «centro di servizio». Per l’ Agcom, esistono due elementi di grave criticità che caratterizzano l’ attuale fase dell’ ecosistema dell’ informazione locale. In primo luogo, la crisi, profonda e strutturale, che percorre i mezzi tradizionali, a partire dai quotidiani, che rischiano di scomparire in importanti aree italiane. Questo in un contesto in cui le nuove fonti digitali stentano a trovare una collocazione e soprattutto un proprio modello di business. E si segnala anche l’ emergere di difficoltà nel numero di voci informative indipendenti esistenti in alcuni mercati locali. La ricerca di Agcom è stata illustrata dal numero uno dell’ authority, Cardani, che ha evidenziato come «il lavoro dei giornalisti subisce attacchi ed è diventato un mestiere difficile per i più per un reddito mediamente modesto». Tutto questo, in un mondo dell’ informazione che si trova «sotto attacco da parte di tendenze difficilmente rovesciabili, un trend che va in una certa direzione ed è probabile che continui. Le battaglie che il mondo dell’ informazione deve fare non devono essere di rallentamento, di freno, ma devono essere battaglie che trovano nuove direzioni, che si inventano risposte nuove e intelligenti a questi attacchi». Secondo Cardani, «anche l’ informazione locale ha subito dei contraccolpi e anche esso è sotto attacco e deve reagire inventando nuove direzioni, strade e iniziative». Quali sono le soluzioni? Se per il consigliere Agcom Mario Morcellini bisogna dire un forte «no ai tagli dei fondi pubblici, specialmente quando esiste un periodo di crisi», il presidente di Confindustria Radio Tv Franco Siddi ha lanciato la proposta di destinare «il 10% delle erogazioni delle fondazioni bancarie a un fondo per l’ informazione», grazie al quale «tutelare la stampa locale», in una logica di salvaguardia territoriale delle voci libere, nel nome della democrazia, della libertà e del lavoro dei giornalisti. © Riproduzione riservata.

Riforma del diritto d’ autore Ue, oggi e domani i negoziati a tre dopo l’ accordo franco-tedesco

Italia Oggi

ANDREA SECCHI

link

La riforma del diritto d’ autore dell’ Unione europea potrebbe essere in queste ore nella sua fase decisiva. Secondo quanto fatto sapere da alcuni europarlamentari, già ieri sera è iniziato un nuovo round di negoziati tra Parlamento Ue, Commissione e Consiglio per dare il via al testo su cui venerdì notte si è avuto il via libera a maggioranza degli ambasciatori degli Stati membri. Il trilogo, così si chiamano gli incontri fra i tre organismi dell’ Unione europea, dopo la breve introduzione di ieri entrerà nel vivo oggi e domani. I tempi stringono per l’ approvazione, perché la proposta dovrà passare ancora per il Consiglio e il Parlamento e la fine della legislatura europea si avvicina. Il testo della riforma, che parte dal compromesso della presidenza rumena, ha avuto il via libera la scorsa settimana grazie all’ accordo raggiunto da Francia e Germania. Quest’ ultima, infatti, era fra i paesi contrari ma alla fine ha votato a favore mentre si sono ancora opposti alla riforma Italia, Polonia, Paesi Bassi, Svezia, Finlandia, Lussemburgo, Malta e Slovacchia. L’ accordo franco-tedesco riguarda in particolare l’ articolo 13, quello che pone in capo a piattaforme come YouTube la responsabilità dei contenuti illegali che vengono caricati dagli utenti, obbligandole a utilizzare le tecnologie più avanzate per verificare che non ci siano violazioni, eliminandole da principio. L’ obiettivo è portare questi soggetti a stringere accordi con i detentori dei diritti per garantire che tutti i contenuti siano remunerati. Ebbene l’ intesa prevede che i servizi più piccoli godano di una limitazione di responsabilità: in particolare quelli nati da meno di tre anni (le startup), che hanno un fatturato inferiore ai 10 milioni di euro e meno di 5 milioni di utenti unici al mese. Queste aziende non saranno libere di mettere online qualsiasi tipo di contenuto, perché comunque dovranno dimostrare di aver fatto il possibile per ottenere le licenze, ma saranno esentate dall’ utilizzo di strumenti avanzati per il controllo. Non ci sono stati invece grandi cambiamenti nell’ articolo 11, quello che riguarda l’ introduzione di un diritto connesso al diritto d’ autore in capo agli editori per i contenuti online. L’ articolo protegge anche gli estratti degli articoli, i cosiddetti snippet, e lo scopo in ultima istanza è di portare le grandi piattaforme come Google a garantire un’ equa remunerazione agli editori. Ebbene nel testo alla base del mandato negoziale degli ambasciatori degli stati membri, si è aggiunto una norma che riguarda la giusta remunerazione dei giornalisti o comunque degli autori degli articoli, specificando anche che l’ attribuzione del diritto connesso nulla toglie al diritto d’ autore originale in capo al titolare. Per chiarezza, nell’ articolo 11 si fa riferimento solo all’ online perché nella carta stampata l’ editore è già titolare del diritto d’ autore sull’ opera collettiva che è il giornale. In vista del trilogo in partenza ieri, 28 associazioni di creatori e titolari di diritto d’ autore (dalla stampa alla musica), tra le quali Emma (European magazine media association) e l’ Enpa (European newspaper publishers association), hanno reso pubblico un appello congiunto alle istituzioni, esortandole «a lavorare in modo costruttivo per migliorare e ad adottare la direttiva sul copyright nel mercato unico digitale nel trilogo di questa settimana». L’ attuale mandato del Coreper di venerdì, scrivono ancora le associazioni, «è un passo cruciale verso l’ adozione della direttiva, anche se sono necessari ulteriori miglioramenti per rendere il testo veramente significativo per i settori culturali e creativi» ma senza la direttiva, «i creatori saranno lasciati senza alcuna garanzia di ottenere un’ equa remunerazione online e i nostri settori saranno soggetti a una grande incertezza giuridica riguardo alle pratiche future. La mancata adozione della direttiva significherebbe perdere un’ opportunità storica». © Riproduzione riservata.

Chessidice in viale dell’ Editoria

Italia Oggi



link

Gazzetta dello Sport, in chiusura il dorso Fuorigioco. Il supplemento domenicale della Gazzetta dello Sport andrà in edicola ancora per un paio di mesi per poi sospendere le pubblicazioni a fine marzo-inizio aprile e avere una presenza ridotta all’ interno del quotidiano. Fuorigioco era nato lo scorso luglio «ispirato alla grande tradizione dei giornali famigliari e popolari» per raccontare ciò che accade attorno al mondo sportivo, vicende rosa comprese. Un prodotto caro al direttore Andrea Monti e che l’ editore Urbano Cairo un paio di mesi fa aveva definito un giornale «rock» a cui la Gazzetta avrebbe dovuto ispirarsi. Lo stesso Cairo però ha giudicato non entusiasmanti i risultati di raccolta, così il supplemento che attualmente ha 32 pagine come detto sarà ridimensionato e inglobato nella Rosea. Eurosport, le Final Eight di Coppa Italia di basket. Dopo il successo dello scorso anno, il Mandela Forum di Firenze è pronto ad ospitare nuovamente le Final Eight di Coppa Italia 2019. Da giovedì 14 a domenica 18 febbraio, il capoluogo toscano ospiterà le migliori 8 squadre del campionato italiano in diretta su Eurosport 2 e Eurosport Player. Ogni partita sarà anticipata da un pre-partita di 30 minuti, con ospite speciale Guido Bagatta. A contendersi il primo trofeo del 2019 saranno le migliori 8 squadre del girone d’ andata: A|X Armani Exchange Milano, Umana Reyer Venezia, Vanoli Cremona, Sidigas Avellino, Happy Casa Brindisi, Segafredo Virtus Bologna, Openjobmetis Varese e Banco di Sardegna Sassari. Il primo match di giovedì sarà il derby lombardo tra Cremona e Varese alle ore 18; a seguire, alle 21, scenderanno in campo Milano e Bologna. Il giorno seguente, venerdì 15, alle 18 saranno impegnate Venezia e Sassari, mentre alle 20:45 giocheranno Avellino e Brindisi. Sabato sarà invece il giorno delle semifinali: la prima alle ore 18, mentre la seconda alle 20.45. Il programma si chiuderà domenica, alle ore 18, con la finalissima. Con QN arriva Quotidiano Donna. Tutti i giorni due pagine scritte dalle donne per le donne, coordinate da Marcella Cocchi. È la nuova iniziativa lanciata da ieri da QN Quotidiano Nazionale, la testata del gruppo Poligrafici editoriale. «Quotidiano Donna è il nostro modo di raccontare il mondo con un punto di vista femminile», ha dichiarato il direttore di QN Quotidiano Nazionale Paolo Giacomin. «Non è un format femminile classico: ogni giorno parleremo di famiglia, figli, tempi di vita, rapporti di coppia, problemi e soluzioni, dibattiti. Il punto di forza sarà la rubrica della posta di Caterina Balivo, che risponderà alle lettere delle nostre lettrici. Questo spazio avrà anche un risvolto sociale e servirà a promuovere le associazioni di volontariato sostenute dalla conduttrice di Vieni da me». Focus Junior lancia la scuola di giornalismo. Focus Junior, il brand del gruppo Mondadori per il mondo dei bambini e ragazzi, lancia Focus Junior Academy: un progetto dedicato alle classi della scuola primaria e secondaria di primo grado che prevede laboratori didattici gratuiti di introduzione al giornalismo, con l’ obiettivo di avvicinare gli studenti al mondo dell’ editoria e dell’ informazione. Focus Junior Academy, in linea con la filosofia del brand di «divertirsi scoprendo il mondo», a partire da giovedì 14 febbraio offrirà ogni settimana a una classe l’ opportunità di entrare a palazzo Mondadori per visitare la redazione di Focus Junior, conoscere il direttore e i redattori, capire come funziona il loro lavoro e l’ organizzazione interna. Gli studenti apprenderanno «sul campo» i fondamenti del giornalismo: come si scrive un articolo, come si scelgono le foto e come si impagina un giornale, si pubblicano le notizie sul sito o sui social network (per prenotare: focusjunior@focusjunior.it). Lucisano acquisisce da Orange diritti per Non sposate le mie figlie! 2. Lucisano Media Group, società quotata su Aim, ha siglato un accordo con Orange Studio per acquisire i diritti per l’ Italia del film Non sposate le mie figlie! 2 di Philippe de Chauveron con Christian Clavier. La pellicola è il sequel della commedia del 2014, distribuita anch’ essa da Lucisano Media Group, che aveva incassato oltre 150 milioni di euro nel mondo, di cui quasi 4 milioni solo in Italia. Grazie all’ accordo di Lucisano con Rai Cinema per la distribuzione attraverso O1 Distribution, il film debutterà nelle sale della Penisola il 7 marzo. National Geografic e Sky, concorso per alternative a usa e getta. National Geographic e Sky Ocean Ventures hanno lanciato un concorso internazionale per la ricerca di soluzioni innovative volte ad affrontare il problema legato all’ utilizzo della plastica usa e getta. L’ Ocean Plastic Innovation Challenge si concentrerà sulla progettazione di alternative alle plastiche monouso, sull’ identificazione di opportunità derivate dalla corretta gestione dei rifiuti da plastica lungo l’ intera catena di approvvigionamento e produzione e sulla comunicazione della gravità del problema attraverso la pubblicazione dei dati. Wind Tre, on air il nuovo spot. Wind Tre è on air in tv con un nuovo spot del brand 3 con protagonisti Giorgio Chiellini e Madalina Ghenea. Al centro della comunicazione, lo smartphone Samsung Galaxy S9, disponibile con il brand 3 ad «anticipo zero». In più, con la restituzione di 150 euro da parte di Samsung, lo smartphone ha un costo di 299 euro invece di 449. La campagna è programmata, nei formati da 20 e 15 secondi, sulle maggiori reti tv nazionali, sui principali siti Internet ed è disponibile sul canale YouTube di 3 Italia.

” L’ articolo su l’ Unità non diffamò Angelucci” De Gregorio e la cronista assolte in appello

La Repubblica



link

Due giornaliste, e una battaglia lunga 10 anni per vedere riconosciuta la correttezza del proprio lavoro. Antonio Angelucci, imprenditore della sanità, editore, tre volte deputato per il PdL e Fi, aveva chiesto (con due familiari) 20 milioni di danni alla società editrice dell’ Unità, al suo allora direttore Concita De Gregorio e alla giornalista Maria Grazia Gerina per sei articoli del 2009. Dieci anni dopo, la Corte d’ appello accoglie le ragioni delle giornaliste, e condanna Angelucci a pagare le spese di giudizio. Già in primo grado, il giudice aveva riconosciuto che quanto riportato era d’ interesse pubblico e aveva assolto Gerina e De Gregorio per cinque articoli, ritenendo diffamatorio solo il sesto, quello del 7 novembre 2009 su due indagini allora in corso. La prima sulle trattative per vendere ai giornali il video che ritraeva il governatore Marrazzo con la trans Natalie. La seconda su Angelucci, che in quanto editore avrebbe utilizzato i suoi giornali per ottenere guadagni nel campo della sanità privata. Gerina e De Gregorio hanno fatto appello, invocando il diritto di critica e il fatto che la giornalista «si era limitata a riferire fatti veri, senza esprimere opinioni personali né qualificare Angelucci come ricattatore». Ora la Corte d’ appello smonta la tesi del primo grado: l’ articolo «non ha fatto altro che collegare dal punto di vista cronologico una serie di fatti la cui veridicità non è contestata».