Rassegna Stampa del 05/01/2019

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Indice Articoli

“La Rai parli dei diritti e valuti se trasmettere le prossime edizioni”

Luttazzi, Bertolucci e Funari: le bombe della Rai2 di Freccero

Satyricon e altre censure: ecco il Re Mida dei bavagli

Mediaset cambia e chiude Premium

Chessidice in viale dell’ Editoria

Quando la tiratura è da record

Chi sono i favoriti per le statuette della stampa estera

“La Rai parli dei diritti e valuti se trasmettere le prossime edizioni”

Il Fatto Quotidiano

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Le polemiche sulla Supercoppa in Arabia Saudita toccano anche la Rai. La tv di Stato detiene i diritti della competizione e trasmetterà infatti la partita il 16 gennaio. Ma il presidente della commissione di Vigilanza, Alberto Barachini, invita i giornalisti della rete a dedicare ampio spazio al tema dei diritti delle donne violati dall’ Arabia Saudita: “I contenuti trasmessi riflettano sempre, sotto tutti i profili, i principi della nostra costituzione e in particolare il rispetto dei diritti inviolabili dell’ uomo.” Qualcuno, in realtà, aveva chiesto alla Rai un gesto dimostrativo anche più forte, addirittura la mancata trasmissione della partita, ma non sembrano esserci i margini per una decisione così estrema: la Vigilanza ha inviato a ritagliare in trasmissione dei momenti di approfondimento sulla vicenda. Viale Mazzini, del resto, ha sborsato 66 milioni di euro nel triennio per aggiudicarsi i diritti del trofeo (insieme a quelli della Coppa Italia), difficile che ora rinunci a trasmettere il match. Discorso diverso per le prossime edizioni: “Chiedo che in futuro la Rai valuti attentamente l’ opportunità di trasmettere eventi che si svolgano in Paesi che violano o limitano i diritti umani fondamentali”, ha affermato Barachini.

Luttazzi, Bertolucci e Funari: le bombe della Rai2 di Freccero

Il Fatto Quotidiano
Lorenzo Giarelli
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Bernardo Bertolucci, Daniele Luttazzi, Fabrizio De André e Gianfranco Funari. La nuova Rai Due di Carlo Freccero riparte da quello che il servizio pubblico aveva dimenticato o nascosto per anni. Quattro prime serate, ogni lunedì sera dal 21 gennaio all’ 11 febbraio, in cui Rai Due, in attesa che vadano a pieno regime i nuovi programmi – Luttazzi compreso, per cui ci vorrà qualche mese – proporrà altrettanti speciali in onore della memoria collettiva del Paese, come aveva accennato Freccero in conferenza stampa due giorni fa. Si parte con la serata dedicata a Bernardo Bertolucci: il 21 gennaio tornerà su Rai Due Ultimo Tango a Parigi, capolavoro del regista appena scomparso, con Marlon Brando e Maria Schneider. A completare l’ omaggio ci sarà anche un documentario sullo stesso Bertolucci, curato e diretto da Luca Guadagnino. Dopo una settimana riecco invece in Rai Luttazzi. Non ancora col nuovo programma, ma con un insieme di sketch e di interviste dei suoi vecchi spettacoli e programmi televisivi. L’ ultima apparizione di Luttazzi sulla Rai è datata 2001, quando il suo Satyricon fu chiuso dopo l’ intervista a Marco Travaglio che presentava il libro L’ odore dei soldi, un’ inchiesta sull’ origine delle fortune di Silvio Berlusconi. Quella mezz’ ora di programma, costata quasi vent’ anni di carriera a Luttazzi, sarà ritrasmessa all’ interno dello speciale del 28 gennaio, che si chiamerà “Aspettando Luttazzi”. Il 4 febbraio, ancora in prima serata, sarà invece il turno di Fabrizio De André. A pochi giorni dal ventesimo anniversario della sua morte, Rai Due trasmetterà l’ ultimo concerto del cantautore genovese, quello al Teatro Brancaccio di Roma del febbraio 1998. Un omaggio a cui seguirà, la settimana successiva, uno speciale dedicato a Gianfranco Funari. Due giorni fa Freccero lo aveva indicato come uno dei modelli della tv nazional-popolare a cui Rai Due dovrà ispirarsi. E così, tra poco più di un mese, Enrico Lucci curerà una serata in suo onore, lui che da Funari era stato designato come erede.

Satyricon e altre censure: ecco il Re Mida dei bavagli

Il Fatto Quotidiano
Nanni Delbecchi
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Avete presente Re Mida, quello che trasformava in oro tutto ciò che toccava? Daniele Luttazzi quando mette piede in tv fa la stessa cosa, solo che quello che tocca lo trasforma in censura. Il caso Satyricon e la presentazione deL’ odore dei soldi con Marco Travaglio è solo l’ esempio più eclatante. Si era, a quei tempi, in piena èra berlusconiana, B. sosteneva che il controllo di cinque televisioni nazionali su sei non portasse alcun consenso politico, la sinistra doveva essere d’ accordo, altrimenti si sarebbe inventata una legge decente sul conflitto di interessi; infatti poco dopo Berlusconi invocò la cacciata di Luttazzi (con Biagi e Santoro) dalla televisione di Stato con il celebre editto bulgaro. Dopo l’ editto, per questo autore che continua a riempire i teatri si crea il deserto, ma per il Re Mida delle forbici (altrui) il bello viene adesso. Qualche ardito si fa vivo tra le dune; prima Antonio Albanese, poi Giorgio Panariello gli chiedono di partecipare ai loro programmi. Estrema libertà, a una sola condizione: che resti muto. Lui invece parla: “Preferisco di no”. Poco dopo si fa vivo anche Paolo Bonolis, appena passato a Rai1. “Voglio rivoluzionare Domenica in”, dichiara, e per rivoluzionare chi meglio di Luttazzi? Lo vuole addirittura alla prima puntata: “Parlo io, tu stai lì in silenzio, poi esci. Non devi dire nulla”. La famosa rivoluzione silenziosa. L’ idea non è delle più originali, obietta Luttazzi: “Io non posso lavorare in tv perché ho detto certe cose e fatto certe domande. Se torno, parlo. In un programma di sei ore potrò farlo per almeno cinque minuti, no?”. Bonolis appare colto di sorpresa: “Ah, beh, se si considera la cosa da questo punto di vista” Rivoluzione rimandata. Poco dopo, siamo a novembre del 2002, lo chiama anche Pippo Baudo, conduttore su Rai3 di Cinquanta, un programma dedicato al mezzo secolo del servizio pubblico. Sua Pippità lo vuole per la puntata dedicata alla censura, siamo decisamente sulla notizia, e Luttazzi non solo ci va, ma siccome è un noto perfezionista, si fa anche censurare. Le battute su Bossi e la Chiesa, su Gasparri, su Tremonti e i riferimenti all’ intervista fatta a Travaglio vengono tagliate. Che strano, scrive la stampa, nemmeno una battuta su Bossi, su Gasparri, su Tremonti, su Berlusconi: deve essersi rammollito. Non è chiaro se Luttazzi sarebbe intervenuto in una delle cinque previste puntate di RaiOt, andato in onda su Rai3 un anno dopo; nel dubbio, il programma satirico di Sabina Guzzanti viene censurato e chiuso dopo la prima puntata, e costretto a trasmigrare in teatro (dove effettivamente Luttazzi non farà mancare il suo contributo). Passano altri quattro anni e nel novembre 2007 Daniele Mida Luttazzi torna a tutti gli effetti in video con Decameron varietà satirico in cui “si parla di politica, sesso, religione e morte”. Il direttore di La7 Antonio Campo dall’ Orto l’ ha fortemente voluto, e dichiara solennemente che Luttazzi sarà libero di dire e fare ciò che vorrà. Deve essere vero. Infatti dopo la quarta puntata Campo dall’ Orto sospende il programma. Motivazione ufficiale, una battuta su Giuliano Ferrara, ma molto probabilmente la vera pietra dello scandalo è il monologo sull’ enciclica papale Spe Salvi registrato da Luttazzi per la puntata successiva, mai andata in onda. Partiranno da qui anche le accuse di plagio, poi rinnovatesi periodicamente (sulle quali, lungi dal pronunciarci, ci limitiamo a una semplice osservazione: bisogna essere proprio bravi, a farsi censurare i plagi). Da allora, l’ unica apparizione di Luttazzi risale al 25 marzo 2010, un monologo di 15 minuti all’ interno di Raiperunanotte di Michele Santoro. Trattandosi di una puntata unica, non si poté censurare la successiva, e tuttavia, anche qui il nostro Re Mida piazzò la sua zampata; Rainews24 trasmise la serata-evento in differita, tagliando un unico intervento. Indovinate un po’ quale. Il resto è silenzio, anche senza bisogno di andare da Bonolis, anche se le proposte per tornare non sono mancate. No alla presentazione della prima edizione del Grande Fratello poi presentato da Daria Bignardi; no alla presentazione del Festival di Sanremo con Baudo e Michelle Hunziker, no a una rassegna stampa per Sky, sfumata all’ ultimo momento. Come Luttazzi ha dichiarato, tutto si incaglia sempre su scogli di natura legale: “Le tv vogliono poter tagliare il materiale che non condividono poiché temono le cause giudiziarie, anche se le mie vittorie giudiziarie dimostrano ampiamente che non sono un irresponsabile. Io tengo il punto: la satira o è libera, o non è.” Lui dice così, ma noi sospettiamo che, come ogni vero autore satirico, in fondo sia un altruista e si schermisca per amore del prossimo. Ormai ha capito l’ antifona: se fa tanto di accettare gli inviti di qualcuno, prima o poi li censurano tutti e due.

Mediaset cambia e chiude Premium

Il Messaggero

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IL CASO ROMA Persi i diritti del calcio e ceduta la piattaforma tecnologica a Sky, Mediaset riorganizza quello che resta delle attività di pay-tv e mette fine a Mediaset Premium spa come società separata, di cui resta in vita solo il marchio. Qualche giorno fa, in base ai documenti consultati da Radiocor, i consigli di amministrazione di Reti Televisive Italiane e di Mediaset Premium hanno definito il progetto di fusione per incorporazione di quest’ ultima in Rti, la controllata di Mediaset che raccoglie le attività televisive in Italia del gruppo e che ne possedeva il 100%. Mediaset Premium spa era operativa dal dicembre 2014 ed era stata creata al culmine del progetto di tv a pagamento di Cologno Monzese dopo l’ aggiudicazione dei diritti di trasmissione della Champions League di calcio 2015-18 e con Telefonica partner azionario all’ 11%. Come noto, la società doveva essere ceduta a Vivendi grazie ai contratti siglati nell’ aprile 2016 che definivano una alleanza strategica tra Mediaset e il gruppo francese, ma il dietrofront di quest’ ultimo ha fatto saltare l’ operazione e aperto tra le parti un lungo contenzioso giudiziario. Nella primavera scorsa, Mediaset ha poi trovato un accordo con Sky Italia per lo scambio di canali di cinema e serie e la cessione della piattaforma tecnologica all’ operatore satellitare: quest’ ultima (concordata per 22,9 milioni) è in attesa del via libera Antitrust. Nei primi tre esercizi di vita, Mediaset Premium spa ha registrato perdite rispettivamente per 83 miolioni e 75 milioni a fronte di ricavi per 640 milioni nel 2015, 705 nel 2016 e 662 nel 2017.

Chessidice in viale dell’ Editoria

Italia Oggi

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Le associazioni del cinema: segni positivi in Italia. Il giudizio sull’ andamento del cinema in Italia lo scorso anno «non è affatto negativo». Lo hanno sottolineato con una nota Anica, Anec, Anem, Fice e Acec, le associazioni che riuniscono gli operatori del settore, spiegando che i dati definitivi saranno comunque comunicati la prossima settimana. Le cinque associazioni parlano di quattro motivi: il primo è che nonostante le proiezioni parlino di un dato negativo 2018 attorno al 5% rispetto all’ anno precedente già decisamente negativo (soprattutto per i pessimi risultati dell’ estate), la tendenza è in rovesciamento, come dimostrano i risultati di novembre e dicembre. Inoltre distributori, produttori ed esercenti, in collaborazione con il governo, hanno deciso di programmare un forte rilancio della stagione estiva. Il secondo motivo è che si registra una crescita del +23% delle produzioni e co-produzioni nazionali e il terzo è che i dati Siae registrano circa l’ 8% in più di biglietti staccati rispetto ai puntuali dati Cinetel, ma soprattutto nel 2018 hanno avuto un segno negativo rispetto all’ anno precedente i box office di Francia e Spagna; molto negativo quello della Germania. Infine le associazioni sottolineano come il cinema stravinca in termini di biglietti staccati rispetto agli altri settori e che i dati vadano considerati nelle diverse modalità di fruizione, digitale compreso, nonostante gli operatori digitali non abbiano gli stessi obblighi di trasparenza. Tv europee sotto pressione in borsa. Le azioni dei gruppi televisivi europei sono sotto pressione, in controtendenza rispetto alle borse continentali. I tedeschi di ProSiebenSat.1, Mediaset e la Television Francaise 1 ieri hanno chiuso in borsa in calo tra il 2,5% e il 4,6%. Mediaset in particolare ha segnato un -2,05% a 2,76 euro. «Restiamo negativi sui titoli tv europei», ha detto Morgan Stanley, che taglia il prezzo obiettivo sugli otto titoli che copre facendo riferimento al calo degli ascolti e dei ricavi pubblicitari, nonché a una crescente penetrazione dei servizi di video on demand in abbonamento in Europa. «Ci aspettiamo un nuovo ciclo di investimenti sulle piattaforme svod nei prossimi due o tre anni che ridurranno significativamente la capacità di cassa, gli utili e la capacità di pagamento dei dividendi, con rendimenti incerti a lungo termine», afferma la banca statunitense. Privacy, pubblicate le regole per i giornalisti. È stata pubblicata ieri in Gazzetta Ufficiale la delibera 29 novembre 2018 dell’ Autorità per la protezione dei dati personali con le regole deontologiche relative al trattamento dei dati personali nell’ esercizio dell’ attività giornalistica. Sky, la quarta stagione di Gomorra dal 29 marzo. La quarta stagione di Gomorra inizierà il 29 marzo su Sky Atlantic. Saranno 12 i nuovi episodi della serie originale Sky. L’ annuncio è arrivato insieme al rilascio del primo video della nuova stagione. Il teaser trailer riprende proprio da lì dove si era chiusa la terza stagione, da quello scafo al largo del Golfo di Napoli su cui, morto l’ Immortale, Genny è rimasto per la prima volta solo. Esordio assoluto alla regia per Marco D’ Amore, il Ciro Di Marzio delle stagioni precedenti. Nel panel dei registi torna Francesca Comencini e rientra anche Claudio Cupellini. Debutto in regia anche per Enrico Rosati e per Ciro Visco. Timvision, Mary Kills People torna con la seconda stagione. Torna in esclusiva per l’ Italia su Timvision dall’ 8 gennaio Mary Kills People, la serie tv con Richard Short (Vinyl, American Horror Story, White Collar), Jay Ryan (Beauty and the Beast, Top of the lake) e Caroline Dhavernas (Hannibal, Off the map) nei panni della dottoressa Mary Harris, una madre single stressata dal lavoro che fuori dall’ ospedale si trasforma in un «angelo della morte», pronta a praticare la morte assistita ai malati terminali che ne fanno richiesta. Andrea Monda su Tv2000 continua con Buongiorno professore. Andrea Monda, neo direttore de L’ Osservatore Romano, ha deciso di continuare il suo impegno su Tv2000. Dopo la pausa natalizia, infatti, domani alle ore 9.20 torna Buongiorno professore, il programma dell’ emittente della Cei da lui condotto e giunto alla quarta stagione. A L’ intervista di Maria Latella su Sky Tg24 il presidente di Confindustria Boccia. Vincenzo Boccia è l’ ospite de L’ intervista di Maria Latella in onda oggi alle 11.30 (e in replica alle 15.30) su Sky TG24. Il faccia a faccia con il presidente di Confindustria sarà occasione per parlare, tra l’ altro, della legge di Bilancio, dell’ economia italiana e dell’ attualità politica. Tg2 Dossier, «Macron, la grandeur decaduta». Oggi su Rai2 a mezzanotte con Tg2 Dossier un viaggio nell’ attualità francese dal titolo «Macron, la grandeur decaduta». Com’ è cambiata la Francia in un anno e mezzo di presidenza Macron? Accolto come il «nuovo Napoleone» il giorno della sua elezione, oggi il capo dell’ Eliseo è precipitato a poco più del 20% nei consensi.Tg2 Dossier ripercorre questo anno e mezzo con interviste a economisti, sociologi, giornalisti, a un esponente di primo piano del principale partito dell’ Assemblea Nazionale, il deputato Laurent Saint-Martin de La Republique en Marche, e alla leader del primo partito di opposizione, Rassemblement National, Marine Le Pen.

Quando la tiratura è da record

La Repubblica

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Sempre più raro, l’ evento editoriale si misura con i numeri di partenza. Ovvero le copie con cui gli editori lanciano sul mercato i titoli su cui investire di più. Le 320 mila copie di Serotonina (Flammarion) che hanno invaso ieri le librerie d’ oltralpe rappresentano un record per la Francia. In Italia, numeri simili sono stati raggiunti dalla prima edizione de La paranza dei bambini di Roberto Saviano (Feltrinelli): 300 mila copie nel 2016. Più recentemente un caso internazionale come il nuovo Diario di una schiappa ha esordito da noi lo scorso novembre con 200 mila copie. Mentre, un bestseller italiano come L’ amica geniale può affacciarsi all’ estero con una tiratura di circa 100 mila copie per Paese europeo. I record globali spettano a Dan Brown – 2 milioni la tiratura iniziale di Origin nel 2017 – e J.K. Rowling: l’ ultimo Harry Potter partì alla conquista delle classifiche del mondo con 12 milioni di copie.

Chi sono i favoriti per le statuette della stampa estera

La Stampa

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I 76esimi Golden Globes, premi della stampa internazionale a Hollywood, verranno assegnati domenica notte a Los Angeles (in Italia all’ una di lunedì, diretta su Sky Atlantic): i film favoriti per i premi più importanti sono «A star is Born», «Black Panther», «Green Book», «Vice – L’ uomo nell’ ombra». I Golden Globes sono considerati la più importante tappa di avvicinamento agli Oscar (25 febbraio, nomination 22 gennaio).

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