Le ferie per la politica sono finite e adesso si ritorna ai dossier più scottanti: uno su tutti quello legato al nuovo Cda Rai. La partita è cominciata con l’Usigrai. Il calcio d’inizio del sindacato è un colpo, l’ennesimo, al governo: “Il controllo della politica sulla Rai raggiunge nuovi traguardi. Mentre la maggioranza di governo litiga ancora sui posti da occupare, l’Azienda è paralizzata da un Cda scaduto da più due mesi e un presidente ad interim che è anche Amministratore Delegato”. E mentre le cose, secondo l’Usigrai, non cambiano, emergono problemi che rischiano di complicare e non poco il futuro dell’azienda di viale Mazzini: “Ma intanto nella maggioranza non manca chi ragiona su come tagliare altre risorse alla Rai dopo la riduzione del canone dello scorso anno; misura in scadenza e sul cui rinnovo pesa anche la discussione sulla prossima legge di bilancio”. Si tratta, secondo l’esecutivo Usigrai, di “una situazione che penalizza l’Azienda, i suoi dipendenti e gli utenti del Servizio Pubblico radio televisivo e multimediale da mesi assistiamo alla fuga di volti noti, al taglio dei budget mentre continuano le chiamate di esterni e collaboratori. Una situazione inaccettabile che mortifica il Servizio Pubblico della Rai e conferma la necessità di voltare pagina”.
”Come Usigrai ribadiamo la necessità e l’urgenza di una nuova legge che renda la Rai finalmente libera, autonoma e con risorse certe che ne garantiscano l’indipendenza – conclude in maniera piccatissima l’Usigrai – Le stesse cose che oggi prevede l’European Freedom Act; per questo continuiamo a chiedere che i principi del nuovo regolamento europeo siano adottati già nelle nomine del prossimo Cda”.
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