Alessandro Di Battista chiede di rendere pubblici gli emolumenti dei giornalisti in Rai che lavorano anche per il Gruppo Espresso, Lucia Annunziata scrive al consiglio d’amministrazione per chiedere come mai, insieme al direttore di RaiDue Carlo Freccero, l’ex parlamentare Cinque Stelle si sia attivato per chiederlo solo a coloro che collaborano anche con il Gruppo Gedi.
Nella missiva, si legge: “Alessandro Di Battista, esponente del M5S, unendosi a una identica richiesta del direttore di Rai 2 Carlo Freccero, chiederà alla Commissione di Vigilanza di domandare all’Ad della RAI, Fabrizio Salini, “i compensi di tutti i giornalisti che lavorano per il Gruppo Espresso e che conducono o sono ospiti di programmi Rai”. Visto che, a mia conoscenza, di conduttori che lavorano nel Gruppo Espresso (oggi Gedi) ce ne sono solo due, mi sento chiamata in causa. Per cui, mi unisco a Freccero e Di Battista nel chiedere alla Commissione e all’AD Salini di fornire un chiarimento sulla mia posizione.
E quindi inizia a snocciolare le sue ragioni: “Francamente mi sorprende la richiesta di rendere pubblici i miei compensi, perché sono già pubblici. Come forse ricorderete, ho aderito, con una dichiarazione ai giornali, alla legge che pone un tetto ai compensi dei giornalisti della Rai. L’ho fatto nonostante non sia dipendente ma collaboratore con contratti a scadenza. Ho anche rifiutato un consistente bonus di diritti di immagine che si potevano mantenere anche dopo il taglio. Tutto questo è scritto nella relazione arrivata all’Ufficio dell’allora Direttore Generale Mario Orfeo. Niente di più facile, dunque, di questa verifica”.
E quindi aggiunge: “Ma perché chiedere solo i compensi di coloro che lavorano per il Gruppo Espresso (Gedi) e non di tutti i giornalisti – e sono giustamente tanti e pieni di talento – che lavorano per altri gruppi editoriali e collaborano con la Rai? La risposta di Freccero è che “La Rai non è cambiata, ma è sotto il controllo ideologico del gruppo de Benedetti”. Siamo dunque agenti “nemici” della Rai? Cosa dice la Commissione? Cosa dice l’Azienda? Se così fosse, infatti, se davvero si stabilisse che siamo agenti nemici e non giornalisti, sarei io la prima a prendere le misure necessarie, lasciando la Rai. Come del resto ho fatto già due volte nella mia storia lavorativa a Viale Mazzini”.
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