Editoria

Radio Radicale, tagliata la convenzione: l’appello di Reanda

Radio Radicale, la situazione si fa incandescente: dimezzati i fondi per la convenzione. Si passa da otto a quattro milioni di euro. La direttrice della storica emittente Giovanna Reanda è intervenuta durante il notiziario di ieri per dare conto dello stato dei fatti. E le parole di Reanda non sembrano andare nel senso di rassicurare. “Sento l’urgenza, dopo ciò che è successo, di dare voce a tutti noi che lavoriamo qui a Radio Radicale”, ha esordito Reanda. Che ha aggiunto: “Perché con sconcerto abbiamo visto piombare sopra le nostre teste una scelta che è stata inaspettata. E purtroppo anche immotivata, nessuno ci ha dato una spiegazione”. Cosa è successo? Reanda ripercorre la vicenda: “I fatti sono noti: c’è stato un taglio di quella che è la nostra unica fonte di sostentamento. E cioè la convenzione che è stata ridotta da otto milioni alla metà. Come è andata, lo ricordiamo: c’è stata una riformulazione di quell’identico emendamento presentato da quasi tutti i gruppi al Milleproroghe, uno dei pochissimi momenti bipartisan tra maggioranza e opposizione in un Parlamento estremamente diviso e litigioso. Eppure è stata fatta questa scelta”.

Per Radio Radicale potrebbe essere un colpo ferale: “Ai più potrebbe sembrare un semplice ridimensionamento ma per noi rischia di essere discrimine tra esistenza e chiusura”. Reanda, però, non si arrende e promette che i microfoni rimarranno accessi. Finché si potrà: “Rimaniamo fiduciosi in margini e possibilità di risoluzioni, ma vogliamo rassicurare le istituzioni e gli ascoltatori. Finché potremo saremo qui, al nostro posto, faremo il nostro dovere e svolgeremo il nostro servizio che è pubblico e lo facciamo da cinquant’anni. per consentire a tutti noi e a tutti voi di conoscere per deliberare”.

Luca Esposito

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