Quotidiano Nazionale: “Nessuna tensione su Lmdv”

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Non c’è nessuna tensione in casa Quotidiano Nazionale in merito alla trattativa tra il Gruppo Monrif e la Lmdv, la newco cara a Leonardo Maria Del Vecchio che ha deciso di investire forte nell’editoria. E che ha già puntato all’acquisizione del 30 per cento della società che edita Il Giornale. I giornalisti del comitato di redazione hanno riferito di non avere alcuna intenzione di salire sulle barricate. Semmai vorrebbero un po’ di informazioni e chiarezza sull’andamento delle trattative. Ma i punti nodali delle richieste dei giornalisti sono sempre gli stessi. Dalla tenuta dei livelli occupazionali fino alle retribuzioni.

In una nota, il cdr di Quotidiano Nazionale smentisce tensione e preoccupazione. “Continuiamo a leggere ricostruzioni fantasiose sugli umori e le posizioni della nostra redazione in relazione alla trattativa di vendita delle testate del Gruppo Monrif a una società che fa riferimento a Leonardo Maria Del Vecchio, operazione che abbiamo appreso da comunicati stampa e sulla quale abbiamo avuto un unico confronto con la proprietà nel quale non ci sono state di fatto né smentite né conferme. Leggiamo che la redazione sarebbe in subbuglio, spaventata dai progetti di svecchiamento editoriale ipotizzati nel caso avvenga la vendita, insomma sulle barricate e preoccupata. È tutto falso”.

La versione dei giornalisti è un’altra: “La redazione sta seguendo con attenzione le notizie relative alla trattativa per le testate e ai progetti sull’editoria di Del Vecchio, ma il tutto con molta tranquillità. Ribadiamo quanto abbiamo già comunicato dopo un’assemblea con tutti i 300 giornalisti del Gruppo: vogliamo la tutela dell’occupazione, la difesa delle buste paga – falcidiate negli anni da sanguinosi piani di ristrutturazione -, il rispetto per testate storiche radicate da secoli in territori importanti, investimenti veri e strategie precise nel digitale (una carenza cronica) e soprattutto progetti solidi, concreti e sul lungo periodo che finalmente diano una prospettiva al Gruppo”.

I punti sono sempre gli stessi: “In questi anni abbiamo lottato per difendere le redazioni locali, le retribuzioni e la nostra storia chiedendo investimenti (che non ci sono mai stati) sia sulla carta che sul web (dove anzi si è tagliato), piani editoriali seri e valorizzazione dei giornalisti. Purtroppo senza vere risposte: la logica del ridimensionamento e del tirare a campare ha sempre prevalso”. Quindi la voce si alza: “Quello che manca qui è un vero progetto editoriale che porti finalmente il Gruppo al passo coi tempi, con redazioni dove i carichi di lavoro non siano esasperati, dove sia possibile lavorare al meglio sulla qualità dell’informazione senza la paura di altri tagli, dove finalmente sia dato spazio alle nuove generazioni: insomma modernità”. Modernità, dunque, non tensione al Quotidiano Nazionale.

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