Poste Italiane cambia le procedure per la spedizione dei pacchi postali per gli editori che usufruiscono della tariffa editoriale ridotta e scatta la protesta. In una lettera aperta a Poste Italiane una quarantina tra piccoli e medi editori contestano il nuovo sistema elettronico di lettera di vettura che creerebbe grossi problemi agli utenti a causa di presunti errori nel programma e assenza di interlocutori. Dei circa seimila editori italiani, a servirsi di questo servizio è la maggior parte, che lo utilizza per inviare migliaia e migliaia di plichi e pacchi, i famosi ‘pieghi di librì. Tariffe agevolate che, se scomparissero, sottolineano gli editori firmatari, potrebbero causare il fallimento in pochi mesi di queste aziende o un aggravio dei costi a carico dei lettori. Secondo quanto scrivono tra gli altri DeriveApprodi, Infinito Edizioni, Vallardo, Ibiskos, le nuove regole in materia – il passaggio dal manuale all’elettronico della Lettera di vettura – non sarebbero state adeguatamente pubblicizzate e molti utenti avrebbero continuato a spedire con il vecchio sistema pagando un aggravio, perchè le tariffe, intanto, sono aumentate. «La maggior parte degli addetti business e degli operatori di sportello ignorava totalmente questa novità e, soprattutto, non sapeva come rispondere alle domande, alle preoccupazioni e alle proteste dei clienti», è scritto nella lettera aperta. Piccoli e medi editori, «che costituiscono il nerbo dell’editoria indipendente italiana, come le piccole e medie imprese», inoltre, contestano anche il malfunzionamento del procedimento elettronico che sarebbe poco chiaro e alcune imprecisioni che causerebbero forti ritardi.
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