La presentazione del nuovo manuale di diritto dell’informazione di Ruben Razzante ha aperto un dibattito sui punti chiave dell’informazione: libertà di informazione, deontologia professionale, privacy, diffamazione ma anche sulle leggi del sistema media a fronte delle nuove forme di comunicazione.
Il direttore di Panorama, Maurizio Belpietro, a proposito di privacy ha detto: “Il problema non è verificare le notizie ma che il legislatore stabilisca con certezza che cosa è pubblicabile o meno, di quanto è contenuto nei fascicoli panali, in modo che i giornalisti possano fare il loro mestiere senza doversi autocensurare”. Dello stesso avviso Antonio Calabrò, direttore affari istituzionali e relazioni esterne Pirelli, che allarga il campo: “La società sta cambiando e bisogna confrontarsi con le nuove tecnologie, come ci si deve comportare quando le notizie passano da canali diversi, da ambiti che restano fuori dagli atti giudiziari, come internet o gli sms”? Il problema delle notizie in rete è stato affrontato anche da Francesco Pizzetti, presidente Autorità garante per la privacy: “In caso di diffamazione, non è possibile riservare a internet e ai blog lo stesso trattamento previsto per le pubblicazioni tradizionali”.
Tutte questioni aperte, per Razzante: “La rete va “normata”, anche se il punto fondamentale è capire “da chi”, visto che internet è sovrannazionale e le norme che vigono in un paese non valgono altrove”. Ma la riflessione è appena iniziata.
Fabiana Cammarano
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