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Meloni al veleno su Gedi: “Non diceva nulla sui licenziamenti a Stellantis”

Meloni contro l’opposizione sulla vicenda legata alla vendita del Gruppo Gedi, e quindi di Repubblica e la Stampa, ai greci di Antenna. Che è diventata un caso politico. E non poteva essere altrimenti. La premier, dal palco di Atreju, ha pronunciato parole forti sulla questione. Destinate a far rumore. E a gettare ulteriore benzina sul fuoco della polemica. In ballo ci sono i temi economici del governo, a cominciare dalla manovra. E la presidente del consiglio ha tuonato sul doppiopesismo delle opposizioni.

Prima ha parlato della vicenda legata al taglio Irpef: “Vengono a parlare a noi di equità, dicono che noi favoriamo i ricchi perché abbiamo tagliato di due punti l’Irpef ai redditi fino a 50.000 euro l’anno, dopo che già avevamo accorpato le prime due aliquote dell’Irpef abbassando le tasse a chi percepisce fino a 28.000 euro l’anno, perché per loro chi guadagna 2.500 euro lordi al mese e magari ci mantiene tre figli e magari ci paga il mutuo, è ricco”. E quindi ha aggiunto: “Noi invece abbiamo un’altra idea di chi siano i ricchi in Italia: i gruppi di potere che gestivano le concessioni autostradali, quelli che monopolizzavano determinati settori industriali, i grandi gruppi finanziari e via discorrendo e sono tutte realtà alle quali la sinistra al governo ha ampiamente garantito il suo favore”. Nemmeno troppo velato il riferimento alla crisi Stellantis (prima) e alle alte voci di dissenso di oggi attorno alla scelta (telefonatissima) di John Elkann di disfarsi del gruppo: “Non accettiamo lezioni da chi fa il comunista con il ceto medio e il turbo capitalista a favore dei potenti”. E quindi Meloni chiosa al veleno: “Oggi il Pd si indigna perché gli Elkann vogliono vendere il gruppo Gedi e non ci sarebbero garanzie per i lavoratori però quando chiudevano gli stabilimenti di Stellantis ed erano gli operai a perdere il posto di lavoro tutti muti! Anche Landini che faceva le interviste a Repubblica e sul tema fischiettava! Tutti muti”.

Luca Esposito

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