«Questi report non hanno dipinto accuratamente il quadro e sono esagerati»: così un portavoce di WhatsApp ha risposto alle accuse di Bosschert, specificando che l’app di messaggistica sul Google Play, lo store per i dispositivi con sistema operativo Android, «è stata aggiornata per proteggere ulteriormente gli utenti dalle applicazioni malevole». Dure critiche alle politiche di difesa della privacy, ma in senso più generale, sono arrivate qualche giorno fa da parte di due associazioni no profit americane: hanno chiesto all’authority delle comunicazioni Usa di bloccare l’acquisizione da 19 miliardi di dollari di WhatsApp da parte di Facebook, almeno fino a quando non sarà chiaro come il social network intenda usare i dati dei 450 milioni di utenti del servizio di messaggistica. Nel frattempo, stanno lievitando i servizi di chat concorrenti, soprattutto quelli che garantiscono l’anonimato. Come Telegram.
(www.ilmessaggero.it)
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