Nelle telefonate all’Agcom per bloccare «Annozero», Silvio
Berlusconi non ha agito nelle vesti di
presidente del Consiglio: e dunque la
competenza è della procura della
Repubblica. È la conclusione
raggiunta dal Tribunale dei ministri,
che ha rinviato a piazzale Clodio le
carte dell’indagine nata a Trani nel
2010. Utilizzabili, di conseguenza, le
intercettazioni che hanno rivelato il
pressing del premier su Giancarlo
Innocenzi, all’epoca commissario
dell’Autorità, per fermare Michele
Santoro. Ma per il Tribunale dei
ministri il reato da contestare a
Berlusconi non è la concussione,
perché Innocenzi e l’ex dg della Rai
Mauro Masi non sono stati vittime
delle pressioni. Semmai si deve
ipotizzare l’abuso d’ufficio sia per il
premier, sia per Innocenzi e Masi.
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