“Ho risposto di no sino ad oggi e non cambio opinione, se non ci saranno fatti nuovi, perché il mio non era un no umorale”. Lo ha detto Beppe Giulietti, parlando al Congresso Usigrai dell’ipotesi della sua elezione a presidente della Fnsi. “L’unanimità – ha spiegato – è proprio quella che non invoco. Unanimità su che? Sulla simpatia umana? Deve esserci consenso su un percorso. Se non c’è chiarezza sugli obiettivi, non sono disponibile”. “Il sindacato non è un partito – ha sottolineato -, non è una corrente, non esistono giornalisti di serie A e di serie B, l’unico giudizio che si può dare è su quello che si manda o non si manda in onda”. “Qualcuno diceva: non possiamo mettere lì un vecchio bonzo, un conservatore. Io dico a loro che non hanno capito nulla – ha proseguito -. Non sopporto il meccanismo delle correnti nel sindacato, che in Rai corrisponde a una tripartizione morta trenta anni fa. Chi dovesse votarmi deve sapere quello a cui va incontro. Non tutti sono disponibili a candidarsi solo per avere un posto”
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