Il senatore Luigi Zanda (Pd) ha presentato un disegno di legge che modifica l’art. 21 della Costituzione per rispondere all’esigenza di completare l’ordinamento “con norme sul pluralismo dell’informazione e sul conflitto di interessi analoghe a quelle presenti nella legislazione di tutte le democrazie evolute”.
Il disegno di legge prevede l’inserimento, all’interno dell’articolo 21, di due nuovi commi: uno è diretto a rendere esplicita la tutela del pluralismo dell’informazione, impegnando il Parlamento ad emanare norme a garanzia del pluralismo dell’informazione, a favore della sua imparzialità anche ponendo limiti alle concentrazioni e vietando posizioni dominanti. Il secondo nuovo comma regola, attraverso la previsione di specifiche cause di ineleggibilità e di incompatibilità, il fenomeno del conflitto di interessi tra i titolari di alcuni organi costituzionali, nonché dei membri del Governo e dei Presidenti delle giunte regionali e posizioni di rilevante influenza nella proprietà o nella gestione di reti televisive o telematiche e la proprietà o la gestione di quotidiani o periodici.
Il testo del ddl è stato assegnato alla Commissione Affari Costituzionali del Senato che ancora non ha cominciato l’esame.
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