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PRC, OFFENSIVA FINALE PER RIMUOVERE IL DIRETTORE DI LIBERAZIONE (L’UNITA’)

Dentro Rifondazione comunista parte la seconda parte dell’offensiva su Liberazione e su Piero Sansonetti, direttore non gradito all’attuale maggioranza. Domani è convocata la Direzione del partito, e le voci della vigilia dicono che sarà una riunione dal clima infuocato. Paolo Ferrero, dopo aver incassato il via libera del Comitato politico nazionale, chiederà anche a questo organismo più ristretto un voto sul quotidiano del partito: il giornale deve dar voce alla linea del Prc, che non è quella della costituente della sinistra cara a Nichi Vendola. E vista la maggioranza su cui può contare Ferrero ci sarà una nuova e pesante sfiducia politica nei confronti di Sansonetti. In più nel pomeriggio si riunisce l’assemblea dei soci che editano il giornale, organismo che ha la facoltà di convocare il Consiglio di amministrazione. Il quale, a sua volta, è quello che ha il potere di cambiare il direttore.
I vendoliani sanno che c’è poco da fare per fermare l’offensiva lanciata da Ferrerò in tandem con Claudio Grassi, ma non rinunciano alle barricate, anzi. Tra le ipotesi in campo c’è anche quella di uscire da tutti gli organismi dirigenti, a cominciare dalla Direzione. Il Cda è composto non a maggioranza ferreriana. E quindi la prima riunione si chiuderà con un nulla di fatto. Ma il proprietario del giornale, cioè il partito, può sfiduciare il Cda e sostituirlo con un amministratore unico. Ed è dato per assodato che il giorno della prossima convocazione, il 30 dicembre, Sansonetti verrà sfiduciato definitivamente.
Chi non si rassegna è la redazione di Liberazione. Un ultimo appello è stato sottoscritto dalla maggioranza dei giornalisti e verrà pubblicato sulla prima -pagina di oggi: «Questo giornale, così come lo conosciamo, così come in questi anni abbiamo contribuito a fare, non ci sarà più. Qualcuno ne sarà felice, noi no. Ci rivolgiamo a te, Ferrero, perché non ti renda responsabile di questa operazione reazionaria e non ti renda ostaggio di una logica stalinista, che non ti è mai appartenuta». (Dalla rassegna stampa ccestudio.it)

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