Pluralismo dell’informazione, anche il Forum Nazionale del Terzo Settore entra in #MenoGiornaliMenoliberi

Tutelare e garantire l’autonomia e il pluralismo dell’informazione e dare impulso ad una riforma dell’editoria, questi gli obiettivi della campagna #MenoGiornaliMenoLiberi che da ieri ha un sostenitore in più

Anche il Forum Nazionale del Terzo Settore entra nella campagna a favore del pluralismo dell’informazione #MenoGiornaliMenoLiberi

Anche il Forum Nazionale del Terzo Settore ha deciso di aderire alla Campagna in difesa dell’editoria non profit e per la tutela e la garanzia dell’autonomia ed il pluralismo dell’informazione #MenoGiornaliMenoliberi, lanciata la scorsa settimana da 9 associazioni e sindacati del settore: Alleanza delle Cooperative Italiane Comunicazione, Mediacoop, Federazione Italiana Liberi Editori, Federazione Italiana Settimanali Cattolici, Federazione Nazionale Stampa Italiana, Articolo 21, Sindacato Lavoratori Comunicazione Cgil, Associazione Nazionale Stampa Online, Unione Stampa Periodica Italiana.
Sono centinaia le testate non profit che rischiano di chiudere sul territorio nazionale che attualmente danno lavoro a migliaia di giornalisti, grafici e poligrafici. La Carta fondamentale dei Diritti dell’Unione Europea impegna ogni Paese a promuovere e garantire la libertà di espressione e di informazione. Tuttavia oggi lo Stato Italiano è agli ultimi posti in Europa per l’investimento pro capite a sostegno del pluralismo dell’informazione. L’investimento attuale è, infatti, pari ad una cifra irrisoria del Bilancio dello Stato.

La piccola editoria e l’informazione libera
“Aderiamo con piena convinzione alla Campagna – dichiara al sito www.menogiornalimenoliberi.it il portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore Pietro Barbieri – perché sappiamo quanto sia importante il contributo della piccola editoria, o di quella di settore, alla costruzione di una informazione libera, che non sia appannaggio dei soli grandi gruppi editoriali. Abbiamo visto tante volte ridurre gli spazi dell’editoria del terzo settore, ma crediamo che ogni Paese che si definisca democratico debba garantire il diritto e l’accesso all’informazione. L’editoria del terzo settore rappresenta una voce ‘altra’, indipendente, spesso ignorata dal mainstream, tuttavia capace di raccontare di un altro pezzo del nostro Paese, con un grande potenziale narrativo. Il nostro Giornale Radio Sociale, espressione di  comunicazione sociale, ne è una prova. Auspichiamo quindi – conclude Barbieri – che le richieste della Campagna di rivedere i tagli ai contributi per l’editoria e di mettere mano ad una riforma del sistema dell’informazione italiana vengano accolti al più presto”.

Clicca qui per firmare la petizione a favore del pluralismo dell’informazione

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