Plagio Saviano, il risarcimento per Gomorra va aumentato

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Che Roberto Saviano abbia copiato da Cronache interi articoli finiti poi nel suo successo “Gomorra” è pacifico. Non lo è, però, l’entità del risarcimento dovuto alla casa editrice Libra. Almeno fino all’ultima pronuncia della Cassazione, di poche ore fa. In una sentenza di ventisei pagine, gli ermellini hanno cassato l’ultima sentenza della Corte d’Appello di Napoli che riduceva il quantum a soli 6mila euro. E, inoltre, hanno accolto i rilievi dei legali di Libra: il risarcimento va definito al rialzo. Il busillis sta nei “benefici realizzati illegamente dall’autore della violazione”. Saviano e Mondadori, che sul quel libro hanno costruito un impero, non potranno cavarsela con pochi spiccioli.

Gomorra e la violazione del diritto di esclusiva

C’è una frase, nella sentenza della Cassazione, che ribalta tutto. Ed è la seguente osservazione. “In tema di violazione del diritto d’autore, la violazione di un diritto di esclusiva integra la prova dell’esistenza di un danno da lucro cessante”. Un esempio può aiutare a comprendere ancora meglio. Se una rete tv si aggiudica in esclusiva di ritrasmettere una importante manifestazione sportiva, viene enormemente e subito danneggiata dalla rete concorrente che, fregandosene e dunque violando il diritto altrui, trasmette illecitamente lo stesso evento. Non è una violazione che si verifica, eventualmente, dopo l’atto. Bensì nasce nel momento stesso in cui avviene la violazione. E ogni guadagno che ne arriva è “sottratto” al detentore legittimo di quel diritto. Ecco, questa è la vicenda come acclarata dalla Cassazione. E, sicuramente, aprirà spiragli nuovissimi sulla vicenda Gomorra.

Risarcimento da rivedere al rialzo

In prima battuta sulla quantificazione del danno patito da Libra. Considerando che di Gomorra, best seller mondiale, si sono fatti anche film di successo e serie tv cult,  parliamo di cifre a dir poco astronomiche. La somma stabilita dalle ultime sentenze, pari a 6mila euro ancorata al parametro del cosiddetto “prezzo di consenso”, appare ridicola. Rideterminarla, dunque, diventa fondamentale perché si riporti il diritto e la giustizia in una questione che tutto è fuorché secondaria. Sul campo, infatti, ci stanno il gigante Mondadori e una piccola e combattiva casa editrice locale. Ma la legge vale per tutti e, forse, vale ancora di più per i piccoli proprio per tutelarli da eventuali prevaricazioni da parte dei “grandi”.

“Valutare gli utili realizzati in violazione del diritto”

Il lucro cessante secondo la Cassazione andrà valutato dal giudice “con equo apprezzamento delle circostanze del caso… cui si aggiunge però l’indicazione di un parametro esplicito, relativo agli utili realizzati in violazione del diritto”. E cioé quel criterio, “che associa nella funzione risarcitoria anche una componente deterrente e dissuasiva, permette di attribuire al danneggiato i vantaggi economici che l’autore del plagio abbia in concreto conseguito, certamente ricomprendenti anche l’eventuale costo riferibile all’acquisto dei diritti di sfruttamento economico dell’opera ma ulteriormente aumentati dei ricavi conseguiti dal plagiario sul mercato”.

Il diritto comunitario e “il risarcimento effettivo ed adeguato”

Si apre, dunque, uno scenario nuovo che tiene in considerazione il successo dell’opera e la sua redditività sul mercato. Grazie a “pezzi” di lavoro altrui, copiati e incollati all’interno di un libro che è divenuto best seller. E a rafforzare questa posizione, la Corte di Cassazione ha citato il diritto europeo che “esige un risarcimento effettivo e proporzionalmente adeguato, calibrato  di una accurata considerazione di tutti gli elementi specifici e pertinenti del caso, tra i quali… i benefici realizzati illegalmente dall’autore della violazione”. Non c’è dubbio alcuno, “Gli utili realizzati dal contraffattore, sono un criterio fondamentale nella liquidazione completa ed effettiva del danno”.

La storia (giudiziaria) infinita di un plagio

Per Saviano, e ancora di più per la galassia Mondadori, il colpo che arriverà dal caso Gomorra sarà duro. Stavolta sarà rilevante economicamente. Il principio da difendere è quello della tutela del diritto d’autore. Una guerra sacrosanta che ha impegnato per anni la piccola casa editrice dei giornali Cronache di Napoli e di Caserta. La vicenda alla base del “plagio” è fin troppo nota. Saviano, promettendo citazioni, fa incetta di materiale d’archivio. Ma, quando il libro esce, non solo mancano i riferimenti ai giornali e ai numeri ma addirittura – e senza alcuna autorizzazione – interi articoli finiscono pari pari nelle pagine dell’opera. Che, nel frattempo, diventa un caso letterario internazionale.

Ora la palla (giudiziaria) passa di nuovo ai giudici. Le regole a cui dovranno attenersi, però, sono ben chiare. E si apre, adesso, una nuova partita tra Mondadori, Saviano e Libra sul caso Gomorra.

Leggi la Sentenza della Cassazione (dal sito di Cronache di Napoli)

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