Più Libri più liberi: Fdi, il patentino antifascista e la “vigilanza” sui fondi per il pluralismo

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La polemica sul patentino antifascista al festival Più Libri Più Liberi continua. E, adesso, arriva in Parlamento. Ce l’ha portata il deputato di Fratelli d’Italia e vicecapogruppo alla Camera Francesco Ruspandini. Che, ora, chiede di fare luce sull’utilizzo dei fondi pubblici elargiti agli organizzatori della kermesse alla luce delle feroci polemiche che hanno travolto l’iniziativa. Ruspandini, in una nota, ha spiegato che “a seguito della decisione di escludere la casa editrice Idrovolante Edizioni dalla fiera dell’editoria ’Più Libri Più Liberi’, seguiamo con attenzione la piega legale che rischia di prendere questa brutta vicenda”. Il caso che sta a cuore al deputato del maggior partito del centrodestra è quello di Idrovolante Edizioni. “Un editore libero e indipendente lasciato fuori dopo anni da una kermesse che dovrebbe rappresentarne la casa naturale, per ragioni a dir poco fumose”, ha spiegato il parlamentare. Che ha aggiunto. “Affinché venga sgomberato del tutto il sospetto di una discriminazione politica dopo le polemiche dell’edizione 2025 e per scongiurare il rischio di una delegittimazione dei tanti parlamentari, giornalisti e intellettuali che affollano il catalogo di Idrovolante Edizioni, ritengo sia necessario un approfondimento circa il conferimento di un potere del tutto arbitrario affidato alla direzione di una Fiera che riceve centinaia di migliaia di euro di sostegni pubblici”.

Ma non è tutto. “Lo Stato eroga contributi affinché la manifestazione tuteli il pluralismo, il merito e la produzione dei piccoli editori indipendenti. Idrovolante Edizioni è tra questi e da anni partecipa ai principali eventi fieristici nazionali e internazionali, come la Buchmesse di Francoforte”. Insomma, il tema è quello del pluralismo e dei contributi. La scelta di far firmare il patentino antifascista, secondo Ruspandini, limita il primo e fa sorgere dubbi sul “buon uso” dei secondi. La polemica prosegue. Ed è, ancora una volta, tutta politica.

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