Sono orgoglioso: l’idea che 77 per sostituirmi ci si devono “mettere almeno in due, ammetterete, è una bella soddisfazione…”. Così, con amarissimo sarcasmo, il direttore di Liberazione Piero Sansonetti ieri ha commentato la notizia del suo licenziamento dalla guida del giornale del Prc e l’idea di una doppia direzione: una garante della linea politica affiancata da un ‘responsabile’ giornalista professionista. La rimozione dovrebbe arrivare nel pomeriggio di lunedì prossimo, il 12 gennaio, quand’è convocata una direzione del Prc che ha per ordine del giorno: sfiducia del direttore e nomina dei “nuovi direttori”.
La coincidenza con le richieste di Luca Bonaccorsi, l’editore aspirante compratore della testata in difficoltà, che è, a sua volta, anche editore della rivista di Fausto Bertinotti, sono state smentite da Claudio Grassi: “Stiamo compiendo in modo trasparente i passi che abbiamo deciso: abbiamo revocato il cda di Liberazione, che aveva presentato un piano non consono a quanto richiesto dalla direzione del partito, e cambieremo il direttore, sulla base del mandato del comitato politico”.
Le parole di Grassi in ogni caso non tranquillizzano la redazione che non esclude per oggi nuovi scioperi e che, per domani in assemblea, prepara un incontro di fuoco con il segretario del partito Paolo Ferrero, alla presenza dei vertici della Federazione della stampa e di Stampa Romana. Grassi insiste: ”Nessuno ha venduto nulla, non c’è nessuna novità”, a parte “la nomina di un direttore che sia in sintonia con la linea politica del partito”.
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