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PARTE MALE IL CONSIGLIO NAZIONALE UTENTI. PRONTI I RICORSI PER LE NOMINE DELL’AGCOM

Habemus Cnu. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha finalmente rinnovato il Consiglio nazionale degli utenti. Ci ha impiegato un anno e mezzo, ma ora il dado è tratto. Meglio tardi che mai, insomma. Però piano con i facili entusiasmi, perché la creatura nata dal lungo e travagliato parto condotto dal commissario relatore Nicola D’Angelo, consigliere di area Pd, è già finita sott’accusa e rischia di non insediarsi neanche.
In fatto di nomine sembra proprio che l’Agcom non riesca a imbroccarne una. Dopo le polemiche scaturite dal recente varo del Corecom Campania e culminate con un’inchiesta della Procura della Repubblica di Napoli a carico di due consiglieri, un’altra tegola sta infatti per cadere sulla testa del presidente dell’Autorità Corrado Calabrò (foto), oggi più fortunato come scrittore (è tra i vincitori del premio Cetonaverde Poesia 2011) che come timoniere dell’Agcom.
La scelta dei rappresentanti del Cnu – organismo incaricato di tutelare i diritti degli utenti di radio e televisione, con particolare riguardo per i minori – non è piaciuta ai candidati bocciati, che sarebbero pronti a scatenare una nuova guerra a suon di carta bollata dopo quella per il Corecom Campania. A breve gli esclusi inoltreranno una richiesta di visionare gli atti del procedimento allo scopo di capire se sono state commesse irregolarità. Nel frattempo l’Agcom sarà diffidata, in sede di autotutela e in via cautelare, a sospendere la delibera e a differire l’insediamento del nuovo Consiglio.
In particolare, nel mirino ci sono le nomine di Elisabetta Scala Gavasci, Rosario Trefiletti, Laura Sturlese e Isabella Poli. La prima è una rappresentante del Moige, il Movimento italiano genitori cui Milly Carlucci ha prestato il volto per la campagna 5×1000. Un rapporto inossidabile, quello tra la conduttrice di “Ballando con le stelle” e l’associazione, che ha premiato come migliore trasmissione televisiva dell’anno proprio il seguitissimo varietà andato in onda su Raiuno, nonostante da più parti fossero piovute critiche sul programma accusato di sovresporre i minori. Rosario Trafiletti, perito chimico ed esperto agronomo, è invece un sindacalista della Cgil. Infine, Laura Sturlese e Isabella Poli sono, rispettivamente, presidente e direttore del Centro studi minori e media, promotore di importanti ricerche, alcune delle quali finanziate dalla Cassa di Risparmio di Firenze del gruppo Intesa San Paolo, uno dei principali istituti di credito italiani, nonché azionista di Telco, la holding che possiede la maggioranza relativa di Telecom Italia, proprietaria dell’emittente La7.
I quattro hanno sbaragliato la concorrenza di altri esperti e professionisti come il vicepresidente uscente del Cnu, il presidente di Telefono Azzurro, l’ex direttore della tutela dei consumatori di Agcom, il responsabile dell’ufficio legale di Adusbef, la responsabile dell’osservatorio media e minori del Codici, la presidente della Federazione nazionale insegnanti, la responsabile Adr Network e Cittadinanzattiva. Una decisione che gli stessi esclusi non hanno digerito e sulla quale, adesso, vogliono vederci chiaro.
Marco Di Bello

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