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Papa Leone mette in guardia sull’oligopolio dell’intelligenza artificiale

Papa Leone alza la voce e mette in guardia sullo strapotere di Big Tech in materia di intelligenza artificiale. Il Sommo Pontefice, nel messaggio rilasciato in occasione della 60esima Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali, ha denunciato con forza i lati oscuri dell’algoritmo, i problemi che ci sono dentro il mondo digitale. Fatto, anzi “deciso” da poche, pochissime persone. Che esercitano quella che il Papa ha rivelato essere una “enorme forza invisibile”.

“C’è solo una manciata di aziende, quelle i cui fondatori sono stati recentemente presentati come creatori della persona dell’anno 2025, ovvero gli architetti dell’Intelligenza Artificiale”, ha detto Papa Leone. Che ha attaccato sul “controllo oligopolistico” dei sistemi algoritmici. Non una banalità. Perché, come scrive il Pontefice, ciò vuol dire che poche, pochissime persone sono capaci di “orientare sottilmente i comportamenti, e persino riscrivere la storia umana – compresa la storia della Chiesa – spesso senza che ce ne si possa rendere realmente conto”. Non solo il tema del pluralismo, dunque. Ma quello della verità. O, quantomeno, la ricerca della verità. Per dirla ancora meglio: la libertà di ricerca.

Per Papa Leone “la sfida che ci aspetta non sta nel fermare l’innovazione digitale, ma nel guidarla, nell’essere consapevoli del suo carattere ambivalente”. E dunque: “Sta a ognuno di noi alzare la voce in difesa delle persone umane, affinché questi strumenti possano veramente essere da noi integrati come alleati”. Parole che il Pontefice non dice a caso. Il Vaticano, infatti, già da tempo sta studiando il fenomeno ed è pronto a “lanciare” o meglio ancora ad alzare la voce sul fronte sempre più delicato e intrusivo dell’intelligenza artificiale.

Luca Esposito

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