«Disinformazione più grave della calunnia»
Il Papa nell’udienza di mercoledì ha individuato i tre principali peccati dei media, «ovvero la disinformazione, la calunnia e la diffamazione». Tra i tre peccati il Pontefice ha individuato quello che per lui ha maggiore gravità, la disinformazione: «spinge a dire la metà delle cose – ha precisato il Papa – e questo porta a non potersi fare un giudizio preciso sulla realtà». Al centro delle parole di Francesco, dunque, il ruolo pubblico del giornalista, che secondo il Pontefice dovrebbe essere attento a calibrare giuste dosi di cronaca e critica.
Stop allarmismi
Il Papa ha anche elogiato quella che ha definito la comunicazione autentica, quella che secondo il Pontefice «non è preoccupata di “colpire”: l’alternanza tra allarmismo catastrofico e disimpegno consolatorio, due estremi che continuamente vediamo riproposti nella comunicazione odierna, non è un buon servizio che i media possono offrire alle persone».Bergoglio ha anche messo in guardia dall’eccesso di slogan, « che non mette in moto in pensiero ma lo annulla» Nei giorni in cui sulle prime pagine delle più importanti testate nazionali si pubblicano atti di indagini delicate e talvolta tragiche – la mente va subito alla tremenda vicenda del piccolo ucciso in Sicilia ed alle sentenze già scritte ai danni della madre, ad oggi solo indagata – il Papa mette in guardia dalle soluzioni affrettate:
La decisione di Cesenatico di mettere nuovamente a disposizione un contributo economico per le edicole…
Google sta introducendo nuovi strumenti per consentire agli utenti di scegliere con maggiore precisione le…
L’intelligenza artificiale sta progressivamente uscendo dalla finestra del chatbot per entrare nelle applicazioni che utilizziamo…
L'approvazione del News Bargaining Incentive, la legge grazie a cui l'Australia costringerà Big Tech a…
L’Australia ha approvato definitivamente il News Bargaining Incentive, la nuova normativa destinata a riequilibrare i…
L’Europa sembra aver compreso che per salvaguardare l’informazione locale non basta riconoscerne il valore democratico…