Mentre l’Ue e gli Stati iniziano a controbattere allo strapotere web degli Over the Top, le grandi major digitali si riorganizzano e già spostano la frontiera. Per la pubblicità, adesso, si lavora con l’intelligenza artificiale. Lo riporta il Financial Times. Secondo cui grandi gruppi editoriali, insieme ad alcune delle più importanti multinazionali digitali del mondo occidentale, avrebbero in mente di allearsi per “addestrare” l’Ai a trovare notizie e, soprattutto, a sfruttarle in chiave pubblicitaria. Il patto sarebbe quello di dare, in cambio di un abbonamento, la possibilità di accesso all’Ai ai contenuti editoriali delle grandi testate. Per evitare, così, di far la fine che i giornali hanno fatto sottovalutando la potenza del web e delegando tutto ai social. Finendo, in tal modo, per consegnare alle grandi Over the Top, i loro contenuti, gratis, in cambio di poco più di briciole.
L’accordo coinvolgerebbe Open AI, Google, Microsoft e Adobe, dall`altro la News Corporation, Axel Springer il New York Times e il Guardian. Ma presto potrebbero aggiungersi altri attori, interessati agli utilizzi editoriali e pubblicitari di Open AI e di Bard. Axel Spriger, in particolare, già da mesi sta studiando come offrire un posto in redazione all’intelligenza artificiale tagliandone, contestualmente, tanti altri “veri”. Insomma, l’editoria è a un nuovo bivio.
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