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OSSERVATORE ROMANO: GIORNALISMO IMPRESCINDIBILE NELLE SOCIETÀ DEMOCRATICHE, MA NON QUELLO DI MURDOCH

«Giornalismo senza scrupoli». L’Osservatore Romano qualifica così oggi l’immagine che emerge dall’inchiesta giudiziaria in corso in Gran Bretagna sul gruppo Murdoch. Tra i danneggiati il giornale vaticano segnala «l’intera opinione pubblica e la stessa industria della comunicazione». «La prima – spiega l’articolo – perché privata della verità nell’informazione alla quale ha diritto. La seconda, ossia l’industria, perché toglie prestigio e credibilità al giornalismo, che è imprescindibile nelle società libere e democratiche». «Questo episodio – scrive ancora il giornale vaticano – conferma la necessità e l’urgenza, sottolineata dal Papa nel messaggio per la quarantaduesima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, di esigere maggiore considerazione etica nei media, che non possono sottostare solo ai dettami delle strategie economiche e politiche».
Secondo l’Osservatore, «il più elementare senso morale indica che il fine non giustifica mai i mezzi e che non ci sono ambiti esenti o dispensati dall’etica» e dunque «il diritto all’informazione si deve armonizzare con gli altri diritti umani, in modo che uno non annulli gli altri, ma che l’equilibrio venga dato, nei media, dal grado di rilevanza per l’interesse generale della questione privata sulla quale si vuole informare, senza mai, però, andare a discapito della dignità della persona».
«S’impone pertanto nella società attuale dove la stessa comunicazione è diventata tanto complessa, onnipresente e decisiva – rileva il giornale della Santa Sede – un serio discernimento nel quale la dignità della persona e il bene comune siano il vero criterio di valutazione etica, sempre necessario affinché la qualità di qualsiasi prodotto comunicativo sia completa». «A ciò – conclude l’articolo – contribuirà la formazione di un pubblico maturo, poiché la responsabilità etica non sta solo in chi fa l’informazione, cioè negli imprenditori e nei professionisti della comunicazione, ma anche nei destinatari».

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