Qualche novità, ma per ora nulla di scritto. E resta la spada di Damocle del 23 marzo: data in cui i libri potrebbero arrivare in tribunale. Così, oggi i redattori dell’Unità incrociano le braccia. Un giorno di sciopero, votato all’unanimità dai giornalisti riuniti in un’assemblea-fiume, dopo l’incontro di ieri pomeriggio del Cdr con l’amministratore delegato. Nell’incontro c’è stata qualche flebile apertura rispetto al drastico piano presentato venerdì dalla proprietà: pare non si discuta più di chiudere le redazioni locali di Bologna e Firenze (restano invece in pericolo quelle di Roma e Milano), si parla di un taglio meno netto della busta paga, della possibilità di evitare circa tredici esuberi applicando contratti di solidarietà con riduzione dell’orario del 7%. Resta invece in piedi l’ipotesi di massicci prepensionamenti. In cambio di tutto questo, potrebbe arrivare la necessaria iniezione di liquidità. Giovedì è previsto un nuovo incontro tra Cdr ed editore. (Dalla rassegna stampa ccestudio)
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