Categories: Radio/TV

NUOVO FAR WEST: FREQUENZE TELEVISIVE IN ATTESA DI ASSEGNAZIONE GIÀ OCCUPATE DA EMITTENTI LOCALI E RAI

Mentre da settimane si discute che fare delle frequenze televisive – dopo il blocco del beauty contest deciso dal ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera e dopo giorni di discussioni politiche accanite sul dilemma “asta sì, asta no” – ecco emergere un fatto nuovo e sconcertante: quelle frequenze in attesa di assegnazione, tranne una, sono già state occupate. Abusivamente, si direbbe. Tra i casi più eclatanti la Lombardia, dove i canali 25, 54 e 59 vengono utilizzati dalle emittenti Telemilano, Più Blu e Pi?ùBlu 2. Mentre a Roma i canali 23, 54 e 59 sono usati dagli “inquilini” Canale Zero, Idea Tv e Yes Tv. E a Napoli il 54 e il 59 sono occupati dalle emittenti Telecapri e Tv Capitai. Infine, in diversi bacini, in Friuli Venezia Giulia e in Emilia Romagna, il canale 24 trasporta i segnali della Rai.
A denunciare l’incredibile vicenda, che fa capire quanto lunga sia la strada per uscire dal Far West dell’etere, è Antonio Sassano, autore del primo e unico catasto delle frequenze televisive ed ex consulente dell’Autorità per le Comunicazioni Agcom. Dalla sua denuncia parte anche l’interrogazione parlamentare dell’ex ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni (foto), pd, rivolta allo stesso Passera.
L’occupazione, si rileva, non è “storia vecchia”, ma anzi recentissima. Poiché nel decreto governativo del 20 gennaio scorso queste frequenze da assegnare venivano definite “indisponibili”, Gentiloni chiede di sapere se e quando il ministro abbia autorizzato, dopo quella data, l’uso delle preziose porzioni di etere. È poi interessante notare come l’unico canale non occupato, tra quelli del fu beauty contest (il meccanismo che regalava le frequenze agli operatori televisivi esistenti), sia proprio il 58, dagli esperti ritenuto il più pregiato, che l’ex ministro Paolo Romani e il suo staff avevano destinato a Mediaset sollevando un mare di polemiche. A questo punto ci si domanda – se davvero quello spazio è stato indebitamente occupato – quando sarà liberato. E, soprattutto, da quale portafoglio sarà sostenuto il costo dello “sfratto”: dalle televisioni occupanti o dall’amministrazione pubblica, cioè dai contribuenti?
La domanda non è oziosa, perché i precedenti non tran-quillizzano. In particolare l’ultimo in ordine di tempo, l’asta per le frequenze destinate agli operatori di telecomunicazioni, che come noto ha fatto entrare nelle casse dello Stato più di quattro miliardi di euro. Anche in quel caso, i canali messi all’asta erano occupati da emittenti locali. Che, per liberarli, hanno ottenuto 175 milioni di euro a fronte di una richiesta di ben 400. Il “risarcimento”, essendo stato fatto con criteri “egualitari”, ha suscitato la protesta di quegli editori che avevano investito di più negli impianti. Ad esempio Sandro Parenzo, che ha denunciato l’operazione acquistando e firmando un’intera a pagina di pubblicità sul “Corriere della Sera” del 26 gennaio e lamentato, in un’intervista successiva, che si mettono sullo stesso piano Telelombardia, che da lavoro a 300 persone, e “le piccole televisioni dell’amico dell’assessore con due dipendenti quando va bene”.
La vicenda sta creando nervosismo tra i partiti che alcune settimane fa, all’insegna del “No al beauty contest”, avevano dato vita a un’insolita maggioranza: Pd, Terzo Polo, Idv e Lega Nord.

editoriatv

Recent Posts

ChatGPT entra nei messaggi privati del Mac: comodità enorme, ma la privacy diventa il vero problema

L’intelligenza artificiale sta progressivamente uscendo dalla finestra del chatbot per entrare nelle applicazioni che utilizziamo…

2 ore ago

L’Australia galvanizza la Fieg: “Legge simile anche in Italia”

L'approvazione del News Bargaining Incentive, la legge grazie a cui l'Australia costringerà Big Tech a…

5 ore ago

Australia, approvata la legge che obbliga le Big Tech a finanziare l’informazione

L’Australia ha approvato definitivamente il News Bargaining Incentive, la nuova normativa destinata a riequilibrare i…

1 giorno ago

Editoria locale, l’Europa apre una nuova strada agli aiuti pubblici: meno burocrazia per sostenere giornali e informazione nei territori

L’Europa sembra aver compreso che per salvaguardare l’informazione locale non basta riconoscerne il valore democratico…

1 giorno ago

Apple cambia il “Non tracciarmi” su iPhone: la privacy resta, ma in Europa cambia il modo di chiedere il consenso

Per milioni di utenti iPhone è diventato uno dei messaggi più riconoscibili legati alla privacy.…

2 giorni ago

Gli avvocati di Ranucci avvisano la Rai: “Ogni iniziativa sarebbe inquinata da falsità”

L’avvocato di Sigfrido Ranucci mette le mani avanti: se la Rai lo caccia, ogni decisione…

2 giorni ago