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NUOVI ASSETTI ED EQUILIBRI NEL MERCATO DELLE NEWS FINANZIARIE

Il mercato delle informazioni economiche e finanziarie è uno dei pochi settori del business dei media con prospettive incoraggianti. Mentre i quotidiani riducono le tirature, le televisioni cedono spettatori e i pubblicitari trascurano la carta stampata per affidarsi a internet, milioni di professionisti e risparmiatori di tutto il mondo chiedono di avere notizie attendibili su borse, imprese e investimenti. E sono pronti a pagare un sovrapprezzo per un servizio efficiente e degno di fiducia. L’integrazione tra carta stampata, televisione e internet procede in questo campo molto più spedita che altrove perché risponde ad una precisa esigenza degli utenti che non si accontentano più di un giornale o un tg ma pretendono un flusso costante e diversificato di notizie, immagini e statistiche. Ma nessuno degli attuali centri di potere delle “financial news” si sente attrezzato per vincere le nuove sfide. Di qui la ricerca frenetica di alleanze, accordi e sinergie. Finora la Boomberg dominava questa attività. Ma il mercato ha trovato nuovi concorrenti e una dopo l’altra si susseguono le mosse di consolidamento destinate a cambiare equilibri e assetti. Alla fine del 2007 il Wall Street Journal è passato, insieme all’intera editoriale Dow Jones nell’orbita di Rubert Murdoch che cerca di usare l’immagine e il potenziale giornalistico del Wall Street Journal per aiutare la Fbn (Fox business network) la sua nuova rete televisiva di notizie economiche ampliando il numero degli ascoltatori, coinvolgendo anche risparmiatori e professionisti della finanza. La Reuters britannica è invece stata comprata dal gruppo canadese Thomson, per 13 miliardi di dollari. Una manovra che sarà ufficialmente approvata il 26 marzo dalle assemblee degli azionisti. La nuova entità Thomson- Reuters sarà leader nei “global financial data”, un sotto-settore dell’informazione economica che nel 2006 ha registrato un volume d’affari di 12,5 miliardi di dollari e che continua a crescere. Ma in questo settore spicca anche la Interactive Data, del gruppo britannico, Pearsons (lo stesso che pubblica il Financial Times). Intanto, Arthur Sulzberger, presidente del New York Times, il più famoso quotidiano americano, ha annunciato una strategia in due mosse: da un lato, Herald Tribune, il suo quotidiano internazionale diretto a Parigi da Michale Oreskes, pubblicherà una sezione chiamata “Business with Reuters”, affidandosi alle informazioni raccolte dall’agenzia britannica, dall’altro lato il sito del New York Times ha avviato una collaborazione con la Cnbc, la rete televisiva leader nelle informazioni economiche. Ma circolano anche voci che parlano di una futura possibile fusione del New York Times con Bloomberg o con la Cnbc.
Fabiana Cammarano

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