“La maggior parte degli Ordini sta resistendo ai principi di liberalizzazione introdotti dalla legge Bersani che va dunque rafforzata per garantire maggiore concorrenza nei servizi professionali”. Sono queste le conclusioni contenute in un comunicato dell’Antitrust alla conclusione di un’indagine conoscitiva avviata a gennaio 2007, per verificare il recepimento, da parte di 13 categorie professionali, dei principi concorrenziali.
Dall’indagine emerge una scarsa propensione delle categorie, sia pur con positive eccezioni, ad accogliere nei codici deontologici quelle innovazioni necessarie per aumentare la spinta competitiva all’interno dei singoli comparti. La liberalizzazione della pattuizione del compenso del professionista, la possibilità di fare pubblicità informativa e di costituire società multidisciplinari non sono state colte come importanti opportunità di crescita ma come un ostacolo allo svolgimento della professione. L’Antitrust ribadisce che il settore dei servizi professionali non può sottrarsi ai principi concorrenziali più volte ribaditi anche a livello comunitario e auspica che gli Ordini adeguino completamente i loro codici alle linee indicate dall’Autorità.
L’indagine condotta ha riguardato i codici deontologici di architetti, avvocati, consulenti del lavoro, farmacisti, geologi, geometri, giornalisti, ingegneri, medici e odontoiatri, notai, periti industriali, psicologi, dottori commercialisti ed esperti contabili.
Oggi Radio Radicale compie cinquant’anni. Un traguardo importante per una delle emittenti più singolari del…
Ormai non passa giorno senza una nuova aggressione ai giornalisti, che non si contano più:…
Il Gruppo Sole 24 Ore chiude il 2025 in attivo. Quattro milioni di euro di…
Alta adesione allo sciopero del 27 marzo, la Fnsi rilancia la battaglia del contratto. “Per…
Il Garante privacy ha sanzionato Bakeca srl, società che gestisce un portale di inserzioni gratuite, per aver…
L’editoria italiana sta vivendo un momento di rara instabilità. Tutti i nodi stanno venendo al…