Dopo la realtà digitale arriva quella “virtuale”. Lo ha annunciato Bryce Gimar, responsabile dell’innovazione tecnologica del New Yorker, il noto settimanale a stelle e strisce che in questi giorni sta molto facendo di sé per il lancio di una nuova app che consente ai lettori di sfogliare il giornale non più con le mani ma grazie al movimento degli occhi.
Il creatore dell’applicazione, Bradley Tucket ispirandosi ai visori di ultima generazione utilizzati per i videogame, ha pensato di trasferire il suo know how sviluppando un’app che ne sfrutta la stessa potenzialità e rende fruibili le informazioni attraverso un lettore Samsung Gear VR.
Il magazine americano ha salutato con entusiasmo quest’importante novità che Gymer ha accolto favorevolmente sin dal primo momento, convinto che l’era della realtà digitale stia cedendo il passo a quella virtuale e che solo attraverso l’innovazione il giornale potrà allargare il bacino d’utenza dei lettori ed essere più competitivo a livello internazionale.
Per ora il visore sarà disponibile negli store specializzati al costo di 100 dollari ma non si esclude che, in un prossimo futuro, si possano stringere accordi ed alleanze con altre aziende interessate al nuovo business visto che il colosso coreano già in passato ha avviato partnership con Netflix, TIVo ed altri colossi operativi nel settore dei videogame.
I bene informati di turno già scommettono che, nei prossimi mesi, anche “altri visori” potrebbero fare il loro ingresso sul mercato diffondendo il servizio in maniera esponenziale, ad un costo più basso dei lettori Samsung.
Che l’era virtuale sia già iniziata lo conferma l’interesse di web company come Google che per veicolare le notizie e suoi servizi ha lanciato per prima i famosi “Google Glass” o di Facebook che per 2 miliardi di dollari ha acquistato la tecnologia di Oculos Rift, di Microsoft che con HoloLuis sta collaudando un lettore che, fissando un oleogramma, consente di aprire un suo programma o effettuare una chiamata via Skype, senza dimenticare la Sony che già utilizza Project Morfheus per alcuni videogiochi della PlayStation.
Stando alle previsioni degli analisti della Digi-Capital la realtà virtuale sarà all’apice del successo tra 4-5 anni facendo registrare un volume d’affari stimato intorno ai 150 miliardi di dollari: questo dato, già da solo, spiega l’interesse delle multinazionali made in Usa ma che dovrebbe far riflettere gli editori sui benefici, in termini economici ed occupazionali, nel settore mediatico in generale e in quello dell’informazione, in particolare i giornali proprio come ha fatto il New Yorker.
Che l’innovazione tecnologia e la realtà virtuale siano una possibile “ricetta anti crisi” in America sono già in molti a crederci e non sempre investendo cifre da capogiro: perché non provarci anche nel Belpaese?
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