Sembrava quasi ai titoli di coda l’avventura dell’agenzia Misna, fondata nel 1997 da padre Giulio Albanese, che “dà voce a chi non ha voce” e fornisce preziose notizie dai Paesi più poveri grazie al network di missionari in giro per il mondo. Entro lo scorso 31 dicembre si sarebbe dovuta trovare una soluzione per evitare la chiusura, soluzione che purtroppo non è stata trovata.
Ma presto le cose potrebbero cambiare: dopo l’Epifania, infatti, si darà il via ad un negoziato per salvare la Missionary International Service News Agency perché, rivela lo stesso padre Albanese, “ci sono ampi e vasti settori del mondo missionario che ritengono sia giusto continuare. C’è la disponibilità a collaborare della Cei. Al momento è prematuro esprimersi, ma il negoziato si aprirà dopo l’Epifania, invocando il dono dello Spirito Santo”.
La Misna svolge un lavoro prezioso da otto anni grazie al contributo di migliaia di missionari e riesce a coprire zone del mondo dove non ci sono corrispondenti o inviati di alcuna testata o agenzia. L’importanza del lavoro svolto è stata, in pratica, riconosciuta anche da Papa Francesco con l’apertura della Porta Santa a Bangui. “La pagina ‘esteri’ non può essere dedicata solo agli accadimenti legati a Bruxelles, all’Onu o al Governo Usa”, conclude padre Albanese. “È un peccato mortale che si sappia poco e niente di ciò che accade ad esempio a Timbuktu, Dar es Salaam, Giuba, Kampala”.
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