Secondo un’indiscrezione riportata dalla rivista malesiana “The Edge Review”, l’editore britannico Pearson potrebbe cedere ben presto il Financial Times all’emirato di Adu Dhabi e al magnate australiano Rupert Murdoch. L’accordo, stimato intorno ad 1,2 milioni di dollari, sarebbe vicinissimo e dovrebbe essere ufficializzato nel giro di pochi giorni.
A voler dar retta ai rumors, il proprietario di Sky ed il suo socio (ossia News Corp. e Abu Dhabi Media Group) sarebbero interessati non solo a rilevare il popolare quotidiano diretto da Lionel Berber, ma anche ad acquisire l’intero gruppo Pearson che comprende il 50% di The Economist ed altri servizi sempre legati all’informazione finanziaria.
In questa prima fase, l’Emiro arabo dovrebbe incamerare il 75% di Pearson e Murdoch il rimanente 25%, ma, in una seconda fase, già programmata, l’intraprendente patron della News Corp. acquisterebbe ancora un 25% del gruppo britannico, in modo da detenere il 50%. Esattamente la stessa quota parte dell’Emirato.
Intanto, il tycoon australiano, il 28 giugno scorso ha diviso le due attività editoriali del suo gruppo, dando vita proprio alla News Corp, che ha incorporato il Wall Street Journal, il Sun, il Times di Londra, e il New York Post e contemporaneamente, la “21 Th. Century Fox” alla quale faranno riferimento gli Studio’s cinematografici, il canale televisivo Fox e la pay tv di Sky.
Praticamente: informazione da una parte, intrattenimento dall’altra.
Ma facciamo un passo indietro sulla vociferata vendita del Financial Times. Alcuni mesi fa, si era già ventilata l’ipotesi che il giornale della City londinese, sarebbe stato acquistato da Michael Bloomberg, sindaco di New York e proprietario dell’omonima agenzia di informazioni economiche che porta il suo nome. In quell’occasione, però, l’editore Pearson si era affrettato a smentire quelle voci ed, effettivamente, l’affare non andò in porto. Addirittura, diversi media sospettarono che l’offerta di Bloomberg non fosse sufficientemente appetibile.
Vedremo ora nei prossimi giorni se la proposta dei due nuovi competitor, magari più generosa, riuscirà a convincere Pearson a lasciare il Financial Times, fiore all’occhiello del suo Gruppo.
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