Non e’ lecito inserire tra le parole chiave dei siti sponsorizzati il nome di aziende concorrenti. E’ quanto ha deciso il Tribunale di Milano con la sentenza 3280 depositata l’11 marzo 2009. La sentenza ha un particolare rilievo rispetto all’attivita’ di marketing dei motori di ricerca (Google in primis). Il navigatore inserisce spesso come parola chiave di ricerca il nome di un’azienda, poniamo Fiat. Nella pagina dei risultati appare il sito dell’azienda cercata, ma se l’azienda concorrente (poniamo Ford) avesse acquistato dal motore di ricerca anche la parola chiave “fiat”, il link di Ford apparirebbe tra i risultati a pagamento e cio’ potrebbe dirottare il consumatore, traendolo in inganno.(ADUC)
l più grande editore italiano è Google. Sì, Google, che non ha un solo giornalista,…
Dieci milioni di euro per sostenere le edicole italiane, rimborsare una parte dei costi di…
Annalisa Cuzzocrea è la nuova direttrice dell’Huffington Post Italia. Lo ha comunicato il gruppo Gedi.…
Il giornalismo italiano invecchia, il lavoro autonomo diventa prevalente e il divario economico tra dipendenti…
L’informazione italiana dovrebbe raccontare quello che accade sui territori, in Italia e nel mondo. Ma…
Barachini lancia l’allarme social. Dopo gli scontri a Milano, il sottosegretario alla presidenza del consiglio…