Non e’ lecito inserire tra le parole chiave dei siti sponsorizzati il nome di aziende concorrenti. E’ quanto ha deciso il Tribunale di Milano con la sentenza 3280 depositata l’11 marzo 2009. La sentenza ha un particolare rilievo rispetto all’attivita’ di marketing dei motori di ricerca (Google in primis). Il navigatore inserisce spesso come parola chiave di ricerca il nome di un’azienda, poniamo Fiat. Nella pagina dei risultati appare il sito dell’azienda cercata, ma se l’azienda concorrente (poniamo Ford) avesse acquistato dal motore di ricerca anche la parola chiave “fiat”, il link di Ford apparirebbe tra i risultati a pagamento e cio’ potrebbe dirottare il consumatore, traendolo in inganno.(ADUC)
Google va dritta per la sua strada: il futuro è l’intelligenza artificiale e, a onta…
Si torna a far polemica in Vigilanza Rai e la presidente della Commissione Barbara Floridia…
Le edicole non saranno più soltanto punti vendita di giornali e riviste, ma diventeranno veri…
Che disdetta, mister Musk: i giudici rigettano la causa presentata contro OpenAi e Sam Altman.…
Uno sportello contro le discriminazioni e le molestie nel mondo dell’informazione. L’iniziativa è stata approvata,…
E’ stato pubblicato sul sito del Dipartimento per l’Informazione e per l’Editoria il decreto con cui…