Mondadori si ritira da Il Giornale e cede le sue quote a Pbf, l’holding che fa capo a Luigi Berlusconi. Che, così, resta socio di minoranza della compagine sociale che edita il quotidiano milanese, fondato da Indro Montanelli.
L’annuncio è arrivato nella giornata di ieri. Con tutti i crismi dell’ufficialità. Arnoldo Mondadori Editore ha dato notizia della dismissione del suo impegno da Il Giornale e di aver ceduto a Pbf il 18,45 per cento del capitale sociale della Società europea di edizioni, l’editrice della testata. Che, puntualizzano da Segrate, “è stata già oggetto di informativa al mercato il 16 marzo scorso”. L’operazione si perfeziona con 2,3 milioni di euro. A tanto ammonta “il corrispettivo della transazione”, che per Mondadori è da “regolarsi interamente per cassa, tenuto conto del meccanismo di aggiustamento prezzo basato sulla posizione finanziaria netta della società alla data del closing”.
Nella stringata nota emessa dal colosso editoriale presieduto da Marina Berlusconi si legge, chiarissimamente, l’ennesima conferma del nuovo corso. E cioè Mondadori, chiudendo i conti definitivamente con Il Giornale, punta al totale disimpegno rispetto alle testate giornalistiche. La lista è lunga. E cominciare da Panorama, ceduto già diversi anni fa, che ormai è stabilmente dentro la nuova galassia editoriale che ruota attorno a La Verità e al suo direttore-editore, Maurizio Belpietro. “La cessione determina una plusvalenza netta nel conto economico del gruppo Mondadori pari a 0,5 milioni di euro. Nell’esercizio 2022, ricorda il gruppo, la partecipazione in oggetto ha fatto registrare nel bilancio consolidato oneri pari a 1,8 milioni di euro. L’operazione è coerente con la strategia di focalizzazione sul settore dei libri e sulla dismissione di attività non strategiche”. In pratica, Mondadori ribadisce quanto è già noto e cioè che con riviste e giornali non vuole più averci a che fare.
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