Microfoni aperti questa mattina a ”Radio Citta’ Futura” per chiamare alla mobilitazione contro i tagli ai contributi pubblici all’editoria contenuti nella manovra economica che colpiscono le testate cooperative, non profit e di partito.
Tra gli interventi quello di Giancarlo Aresta del quotidiano Il Manifesto che ha denunciato il rischio di una vera e propria ”controriforma dell’editoria” che va a penalizzare pesantemente le testate gestite da cooperative, secondo Aresta, ”gli unici editori puri che esistono in Italia”.
Legittime le provvidenze pubbliche all’editoria secondo Lelio Grassucci, presidente di Mediacoop, l’associazione che rappresenta i piccoli e medi editori cooperativi: ”Prima di tutto c’e’ l’articolo 21 della Costituzione che tutela la liberta’ di stampa e la possibilita’ per tutti di essere inseriti dentro il sistema della comunicazione. Per dare attuazione a questo articolo sono sorte diverse leggi. Ma c’e’ poi – aggiunge Grassucci – un’esigenza di tutelare queste imprese sul mercato perche’ queste sono discriminate dai flussi pubblicitari che vanno verso i grandi gruppi editoriali, la stessa Unione europea si e’ pronunciata affermando che il mercato da solo non e’ in grado di garantire il pluralismo”.
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