La Rai è pronta a reintegrare Augusto Minzolini nell’incarico di corrispondente da New York , quello immediatamente precedente all’attuale ruolo di capo dei corrispondenti esteri. Così – si apprende – l’azienda ha risposto ieri a urne chiuse alla richiesta del giornalista, dopo l’assoluzione dall’accusa di peculato, di reintegro al Tg1.
«Se la Rai mi reintegrerà alla direzione del Tg1 e se dovessi essere eletto al Senato, valuterò dopo cosa fare, non ho ancora deciso», aveva detto qualche giorno fa Minzolini all’Adnkronos l’ex direttore del Tg1 e oggi eletto al Senato nelle liste del Pdl. E aggiunge: «La Rai ha dieci giorni di tempo per decidere sul mio reintegro. Io intanto, come tutti i giornalisti del servizio pubblico che si sono candidati, adesso sono in ferie. Aspetto di vedere i risultati delle elezioni e le decisioni della Rai, poi valuterò». L’avvocato Nicola Petracca, che difende Minzolini, aveva spiegato che, anche in caso di reintegro, chiederanno alla Rai un risarcimento per il danno d’immagine e quello professionale subito dall’ex direttore del Tg1. «Nei confronti di Minzolini -aveva detto il legale all’Adnkronos- è stata applicata in modo rigido la legge 97 del 2001 che prevedeva la sua rimozione in caso di rinvio a giudizio. Lui è stato quindi prima rimosso, poi gli è stato proposto di andare a New York, dove non è andato, e alla fine è stato mandato dalla Rai alla direzione dei corrispondenti esteri, un incarico non comparabile con quello di direttore del Tg1. Noi chiederemo il risarcimento di questi danni, per tutto ciò che ha sofferto sotto il profilo del lavoro e dell’immagine, anche se ci sarà il reintegro».
Inoltre, aggiungeva Petracca, «la legge 97 del 2001 prevede che, in caso di assoluzione di Minzolini, così come è avvenuto, l’azienda dovrà provvedere a ripristinare la precedente situazione lavorativa, quindi reintegrarlo alla direzione del Tg1, dove adesso c’è un altro giornalista che Viale Mazzini ha chiamato dall’esterno. Se Minzolini non dovesse essere reintegrato -concludeva il legale- si aprirà un nuovo fronte di danno».
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