«La riforma dell’editoria è una priorità che tutti dobbiamo assumerci perché, come si vede dal concitato confronto di questi giorni, è diventato impossibile arrivare a decisioni giuste nei riguardi di un settore che da tempo richiede un riordino. Se è stato impossibile arrivare a scelte condivise e trovare le risorse necessarie, bisogna dirlo, è stato per la totale indisponibilità del ministero dell’Economia». Lo ha detto il vicepresidente vicario dei deputati Pd, Michele Ventura, intervenendo nell’aula di Montecitorio per comunicare il voto d’astensione del gruppo dei Democratici sull’emendamento editoria. «I tagli alle radio, ai giornali pubblicati all’estero e a quelli dei consumatori anticipano quel riordino che deve essere complessivo e indeboliscono l’informazione nel territorio. Per questo la nostra astensione», ha concluso.
Sigfrido Ranucci non lascia il giornalismo. Almeno così dice lui. E anzi lo ribadisce anche…
In prossimità dell’erogazione del saldo relativo ai contributi previsti dal decreto legislativo 15 maggio 2017,…
L’intelligenza artificiale sta cambiando il mercato dell’informazione, ma gli editori non sanno ancora quanto valgano…
I contenuti nell’ecosistema digitale sono come gocce d’acqua nell’oceano. A una domanda pressoché bulimica di…
La battaglia tra industria editoriale e intelligenza artificiale si sposta nuovamente in Europa, con un’iniziativa…
Dopo la Corte di giustizia Ue, il Tar Lazio respinge il ricorso di Meta contro…