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MILLEPROROGHE/ PRONTI AL VOTO DI FIDUCIA. LE POLEMICHE SUI TAGLI ALL’EDITORIA

Il governo ha deciso di chiedere il voto di fiducia al Senato sul decreto milleproroghe che scade il 28 febbraio e deve essere esaminato anche dalla Camera. Elio Vito, ministro dei Rapporti con il Parlamento, ha annunciato che il voto riguarderà un maxi-emendamento sostitutivo del testo iniziale del decreto. Il sottosegretario all’Economia, Alberto Giorgetti, ha precisato che : ”Il lavoro svolto in commissione Affari costituzionali sarà pienamente rappresentato nel maxi-emendamento”. Gaetano Quagliariello, vice presidente dei senatori del Pdl, ha intanto dichiarato che i tempi della discussione e del voto verranno decisi nella riunione dei capigruppo di questa mattina.
Per quanto riguarda la questione dei contributi pubblici all’editoria, non ha avuto seguito, finora, l’approvazione da parte della Commissione affari costituzionali di un ordine del giorno bipartisan (vedi sotto) firmato da Lega, Pdl e Pd che auspicava il rinvio al gennaio 2012 della stretta sui contributi all’editoria per i giornali di partito, le cooperative e le testate no profit e chiedeva l’impegno del governo a presentare entro il 30 giugno del 2012 un disegno di legge che introducesse norme di maggiore rigore nell’assegnazione dei contributi statali.
E’ stato Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria, a chiarire la posizione della maggioranza: ”Il governo ha dovuto prendere atto della situazione reale dell’economia. Perciò, purtroppo, dovremmo avere delle riduzioni ai fondi destinati al settore dell’editoria”. Quindi ci saranno tagli ai contributi pubblici ”in maniera il più possibile proporzionale”.
Secondo le indiscrezioni, sarebbe Giulio Tremonti, ministro dell’Economia, a respingere l’ipotesi del ripristino totale dei contributi pubblici, pur manifestando l’intenzione di ”voler tenere fede all’impegno tamponando la situazione per il 2010”. Lo scorso dicembre, il presidente della Camera Gianfranco Fini aveva incontrato alcuni direttori di giornali di partito e aveva chiamato al telefono Tremonti che aveva assicurato che per i fondi tagliati dalla finanziaria 2010 si sarebbe trovata una soluzione.
Nel pomeriggio di ieri Palazzo Chigi ha diffuso inoltre una nota precisando che la riduzione dei contributi per il 2010 non sarà superiore al 20% e che a giugno saranno convocati gli ”stati generali dell’editoria”.

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