“E’ il risultato di una tenace e costante mobilitazione”. Così Fulvio Fammoni, segretario confederale Cgil, ha commentato il voto della Commissione Cultura della Camera che ha dato un parere positivo al decreto ‘milleproroghe’ ma ha chiesto, allo stesso tempo, lo slittamento al 2011 dell’entrata in vigore della norma della Finanziaria 2010 che pone un tetto ai contributi diretti e di fatto cancella il diritto soggettivo ad ottenere le risorse.
“Il voto unanime in Commissione – aggiunge il dirigente sindacale – conferma che in Parlamento esiste una generale volontà di risolvere il problema, fino ad ora preclusa dai voti di fiducia. Ora questa volontà deve divenire norma certa ed esigibile senza più alcun cambiamento. Ulteriori problemi farebbero risultare lampante la responsabilità politica del Governo”.
Secondo il segretario della Cgil, la proroga è anche “il risultato di una tenace e costante mobilitazione. Per questo l’iniziativa di pressione deve proseguire fino alla certezza della norma. Poi – aggiunge – subito dopo si deve aprire la fase della proposta per la riforma dell’editoria. Una sfida che va rilanciata. Occorre preparare con proposte precise e unitarie questo appuntamento, a partire dagli stati generali dell’editoria che se il Governo non convocherà, dovranno essere convocati dal più ampio e plurale schieramento di chi si batte da tempo contro i tagli, per il rigore, per una vera riforma”.
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