Nello schema di regolamento sulla semplificazione e riordino della disciplina di erogazione dei contributi all’editoria “si riduce ulteriormente il rapporto tra le copie prodotte e quelle distribuite al fine di ottenere i contributi e non si mette in rapporto il numero dei dipendenti delle aziende territoriali con l’ammontare dei contributi riconosciuti. A tal proposito andrebbe individuata una cifra da assegnare in ragione del numero dei giornalisti dipendenti della singola azienda editoriale”. Sono le parole del deputato del Pd, Massimo Vannucci, nel corso dell’esame del provvedimento del governo, in Commissione Bilancio.
Vannucci si è dichiarato favorevole ad una iniziativa volta al ripristino del diritto soggettivo, ricordando che ci sono molte cooperative editoriali che non sono in grado di chiudere i relativi bilanci. Da qui la necessità della proroga di un anno su quanto previsto dalla finanziaria 2010.
“Occorre sostenere l’editoria vera, non attività fittizie che non trovano riscontro in una reale diffusione dei giornali prodotti”. Ma occorre anche “riconoscere contributi a giornali che si occupano di temi non previsti dalla legge”.
I contenuti nell’ecosistema digitale sono come gocce d’acqua nell’oceano. A una domanda pressoché bulimica di…
La battaglia tra industria editoriale e intelligenza artificiale si sposta nuovamente in Europa, con un’iniziativa…
Dopo la Corte di giustizia Ue, il Tar Lazio respinge il ricorso di Meta contro…
Il Tar del Lazio con la sentenza che alleghiamo ha respinto il ricorso di Meta…
La crisi dell’editoria italiana torna sotto i riflettori con la pubblicazione, l’8 ottobre, dei nuovi…
Walter Lippmann nel suo testo del 1922, “L’opinione pubblica”, analizzava il rapporto tra realtà, informazione…