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MILANO/ FINAZZER FLORY: ENTRO 6 MESI PACCHETTO DI RIFORME CULTURA

Un pacchetto di riforme entro sei mesi, dopo aver ascoltato le proposte di tutti i partiti. E’ un debutto programmatico quello del nuovo assessore alla Cultura del comune di Milano, Massimiliano Finazzer Flory, presentato oggi ufficialmente a Palazzo Marino dal sindaco Letizia Moratti, che dopo le dimissioni di Sgarbi, aveva assunto le deleghe alla cultura. Il neo assessore, che si è presentato ai milanesi come “un uomo della strada, palcoscenico ideale della città”, ha annunciato che “nelle prossime settimane sentirò i responsabili culturali dei singoli partiti che verranno a raccontarmi cosa pensano e che idee hanno, per dare vita ad un pacchetto di proposte entro sei mesi”.
La proposta di occupare lo scranno che fu di Vittorio Sgarbi è arrivata sulla scrivania di Finazzer qualche settimana fa. “Devo dire che inizialmente avevo detto di no – ha confidato questa mattina – ma la determinazione e la gentilezza del sindaco hanno fatto un buon lavoro su di me”. “Ho accettato con travaglio – ha raccontato – entrando un po’ in crisi perchè ho dovuto rinunciare ad una parte della mia libertà”. Ma, come ha ribadito più volte, “sono un assessore a tempo determinato per cui alla scadenza del mio mandato tornerò alla mia attività di uomo libero”. Una promessa, però, è riuscita a strapparla alla Moratti: non ci saranno tagli alla cultura. “Il bidget – ha detto – sarà lo stesso dello scorso anno”.
L’attività del neo assessore si svilupperà lungo due linee, esplicitamente indicate dal sindaco: l’attenzione alla identità culturale della città e al tempo stesso lo slancio internazionale. Per il resto è tutto da costruire: “Chiedo a Milano un autoritratto, chiedo a Milano di dirmi cosa pensa sia la cultura. Per me è la capacità di creare connessioni tra esperienze diverse producendo nuovi spazi di emozionalità”. E lasciandosi alle spalle le polemiche del passato. Come il tema dei graffiti, su cui Finazzer dice: “Se mi trova un Basquiat gli faccio pitturare casa mia”.
Il sindaco, dal suo canto, ha puntato tutto su Finazzer “che mi è sembrata la persona più giusta per Milano”, soprattutto perchè “premia un’arte come quella della letteratura che nella nostra città, capitale dell’editoria, è stata considerata minore”. E liquida in fretta gli ultimi strascichi di polemiche con l’ex assessore Sgarbi, che ha tacciato di illegittimità questa nomina. “È del tutto falso – ha detto il sindaco – l’atto di nomina non può essere illegittimo visto che l’ex assessore Sgarbi ha dato le dimissioni”.

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