Siae ammette che il prosieguo delle trattative con Meta non si sta incanalando verso una risoluzione della faccenda. “Ci siamo confrontati a lungo con Meta sulle rispettive posizioni, ma allo stato attuale siamo ancora lontani dalle precise indicazioni formulate ieri dall’Agcm. Continuiamo comunque a lavorare nell’auspicio di pervenire ad una soluzione condivisa”. Meta, da parte sua, aveva espresso aperture. Un portavoce di Menlo Park aveva spiegato: “Siamo pronti a collaborare per rispondere alle richieste dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato. Tutelare i diritti d’autore di compositori e artisti è per noi una priorità assoluta, per questo rimaniamo impegnati nel raggiungere un accordo con Siae che soddisfi tutte le parti”. Parole, parole, parole. Almeno finora. Fatti non ce n’è.
Meta e Siae non potrebbero essere più distanti. La trattativa procede a rilento, anzi ristagna. Non si troverà facilmente una soluzione. Da un lato, gli autori pretendono la giusta mercede per i diritti, dall’altro i social non vogliono scucire. Un primo incontro è andato a vuoto. Il sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni si deve accontentare: “Sono felice perché le parti si sono finalmente incontrate. Come richiesto anche dall’Antitrust, questo doveva essere il primo passo: incontrarsi nuovamente. Personalmente auspico che presto siano rimessi i contenuti degli autori italiani sulle piattaforme di Meta nell’interesse degli aventi diritto e degli utenti. La trattativa sarà ancora lunga e complicata apprendiamo”. Il “collega” Gianmarco Mazzi, sottosegretario con delega alla musica, non può fare altro che promettere: “Vigilerò con attenzione sull’andamento della trattativa tra Siae e Meta. Abbiamo già avuto modo di ribadirlo, tutelare la creatività degli artisti italiani al cospetto delle potenti piattaforme digitali internazionali significa per noi tutelare un’espressione fondamentale della nostra cultura. Anche noi, seguendo l’esempio dell`Antitrust, non abbasseremo la guardia”.
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