Mentana e Cairo, la frattura è sull’identità di La7

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Enrico Mentana ha annunciato che il 23 dicembre sarà il suo ultimo giorno alla conduzione del Tg La7. Mentana dirige il telegiornale da sedici anni: una delle direzioni più longeve dell’informazione televisiva italiana, superata da quelle di Emilio Fede, che ha diretto il TG4 per quasi venti anni, e di Clemente Mimun, direttore del TG5 dal 2007. Una notizia importante, arrivata dopo mesi di critiche pubbliche all’identità editoriale della rete. Già a maggio, al Festival della Tv di Dogliani, il direttore aveva descritto La7 come una «nuova Rai3», sostenendo che gli elettori di centrodestra e gli ospiti dei programmi non trovassero tutti la stessa accoglienza. In altri termini, in una fase storica in cui la Rai viene accusata di essere appiattita sulle posizioni del Governo di centrodestra, Mentana contesta alla propria rete uno squilibrio di segno opposto.

Cairo ha difeso il proprio comportamento da editore richiamando la libertà lasciata ai giornalisti e ai conduttori. Sul futuro di Mentana ha ricordato che per proseguire occorre una volontà reciproca. Due posizioni che fanno emergere una distanza: per l’editore conta l’autonomia delle singole voci; per il direttore del telegiornale conta anche l’equilibrio complessivo dell’emittente.

Il tema del pluralismo interno, ossia dell’equilibrio dell’informazione nell’ambito dello stesso mezzo di comunicazione, è risalente nel tempo ed è stato anche oggetto di interventi normativi, come le norme in tema di par condicio.

Il dissapore tra Mentana e Cairo si presta dunque a una lettura editoriale precisa: quanto può riconoscersi il direttore di un telegiornale nell’indirizzo complessivo della rete che lo ospita? L’autonomia del suo notiziario può essere sufficiente, oppure arriva un momento in cui la distanza diventa incompatibile con la prosecuzione del rapporto?

Ma, soprattutto, questo argomento, ossia la collocazione politica di un’emittente televisiva che, comunque, utilizza una risorsa pubblica come lo spettro delle frequenze, dovrebbe essere oggetto di approfondimento nell’ambito del dibattito pubblico.

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