Edicole, arrivano 10 milioni di euro contro la crisi: fino a 5.000 euro di contributi, domande dal 24 novembre

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Dieci milioni di euro per sostenere le edicole italiane, rimborsare una parte dei costi di gestione e incentivare la consegna dei giornali a domicilio. Dopo mesi di attesa, il Bonus Edicole 2026 entra finalmente nella fase operativa, mentre le organizzazioni degli edicolanti tornano a chiedere interventi strutturali per fermare la crisi della rete di vendita. Il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria ha pubblicato il decreto attuativo che stabilisce requisiti, importi e modalità di accesso alle agevolazioni previste dal DPCM del 30 luglio 2026. La novità è stata accolta positivamente dallo SNAG-Confcommercio e seguita con specifiche comunicazioni anche dalla Federazione Autonoma Giornalai, FAG, mentre resta aperta la questione più importante: i contributi straordinari saranno sufficienti a garantire la sopravvivenza delle edicole?

Il provvedimento, adottato il 13 ottobre e reso noto il 19 ottobre, prevede una dotazione complessiva di 10 milioni di euro, suddivisa in due interventi. Nove milioni sono destinati al rimborso parziale delle spese sostenute dalle edicole nel 2025, mentre un milione finanzia un contributo aggiuntivo per le attività che hanno effettuato consegne a domicilio di quotidiani e periodici. Per il sostegno principale è previsto un rimborso pari all’80% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 4.500 euro per impresa. Le voci riconosciute comprendono tributi locali, canoni di locazione, energia elettrica, servizi telefonici, collegamenti Internet, registratori di cassa, dispositivi POS e investimenti per la digitalizzazione. Tra le novità figurano anche le spese assicurative e quelle per l’assistenza contabile e fiscale, costi che incidono direttamente sulla gestione quotidiana delle rivendite.

Un’attenzione particolare viene riservata alle edicole che hanno garantito la continuità del servizio o investito nel mantenimento della rete commerciale. Il decreto introduce una maggiorazione del 10% per chi nel 2025 ha assicurato l’apertura domenicale per almeno la metà delle domeniche comprese nel periodo di attività e una maggiorazione del 20% per chi ha aperto una nuova rivendita esclusiva oppure rilevato un’edicola esistente. Le maggiorazioni restano comunque comprese nel tetto massimo di 4.500 euro del contributo principale. A questa agevolazione può aggiungersi un ulteriore sostegno fino a 500 euro per le consegne a domicilio documentabili effettuate nel 2025, calcolato nella misura di 4 euro per consegna. In presenza dei requisiti previsti, il beneficio complessivo può quindi raggiungere 5.000 euro, nei limiti delle risorse disponibili.

Le domande potranno essere presentate esclusivamente online, attraverso il portale impresainungiorno.gov.it, dalle ore 10 del 24 novembre alle ore 17 del 22 dicembre 2026. La misura è rivolta alle imprese che esercitano l’attività di vendita esclusiva di giornali e riviste e che possiedono i requisiti richiesti, tra cui il codice ATECO 47.62.10 come attività primaria. Non si tratta dunque di un contributo automaticamente riconosciuto a tutti i punti vendita che commercializzano quotidiani e periodici. Per le attività nelle quali la vendita della stampa non è prevalente è previsto un distinto intervento, il cui provvedimento attuativo risulta ancora in preparazione.

La pubblicazione delle regole operative ha provocato una prima reazione positiva da parte delle rappresentanze della categoria. Il presidente dello SNAG-Confcommercio, Renato Russo, ha sottolineato che le misure recepiscono alcune delle richieste avanzate dal sindacato per sostenere i costi di gestione e favorire l’innovazione delle rivendite. Particolare apprezzamento è stato espresso per la maggiorazione destinata alle nuove aperture e ai passaggi di gestione, considerata uno strumento utile a favorire il ricambio imprenditoriale. Anche la FAG, Federazione Autonoma Giornalai, ha dedicato al provvedimento una circolare esplicativa pubblicata il 21 ottobre, a conferma dell’attenzione delle organizzazioni degli edicolanti verso una misura attesa da numerosi operatori.

Il problema, tuttavia, è che il Bonus Edicole interviene sulle spese già sostenute, ma non modifica automaticamente le condizioni economiche nelle quali le rivendite dovranno lavorare nei prossimi anni. La progressiva diminuzione delle copie vendute, la contrazione dei margini e l’aumento dei costi di gestione continuano infatti a mettere sotto pressione la rete distributiva. Un rimborso straordinario può contribuire a sostenere un’attività in difficoltà, ma non garantisce che la vendita dei giornali torni a essere sufficientemente remunerativa. È questa la ragione per cui le organizzazioni di categoria insistono da tempo sulla necessità di affiancare ai contributi interventi capaci di affrontare le cause strutturali della crisi.

Il tema è stato rilanciato anche dalla Federazione Italiana Editori Giornali. Il 14 ottobre FIEG, operatori della distribuzione e rappresentanze delle edicole hanno chiesto al Governo l’istituzione di un tavolo permanente dedicato alla filiera, con l’obiettivo di individuare soluzioni condivise per evitare un ulteriore indebolimento della rete commerciale. Una richiesta che si inserisce nel percorso avviato a luglio, quando SNAG, SINAGI, UILTuCS e FENAGI avevano presentato al Governo un documento unitario per il rilancio della vendita della stampa. Il confronto coinvolge quindi più organizzazioni, accomunate dalla preoccupazione per la sostenibilità delle rivendite e per la progressiva perdita di capillarità della distribuzione.

Per gli edicolanti il contributo rappresenta un’opportunità concreta, soprattutto in un momento nel quale anche spese ordinarie come affitti, utenze e servizi amministrativi possono incidere pesantemente sui bilanci. Ma per l’intera industria editoriale il problema è più ampio. Ogni edicola che chiude riduce la presenza dei quotidiani e dei periodici sul territorio, indebolisce la possibilità di acquisto per i lettori e rende più difficile mantenere economicamente sostenibile la distribuzione. La sopravvivenza delle rivendite non è quindi un interesse esclusivo degli esercenti, ma riguarda direttamente editori, distributori e cittadini.

Il Bonus Edicole 2026 segna un passaggio importante perché trasforma gli stanziamenti annunciati in una procedura concreta, con importi e scadenze definiti. Non è però ancora possibile conoscere quanti esercizi beneficeranno effettivamente delle risorse né quale sarà l’impatto della misura sulla tenuta della rete. La risposta dipenderà dal numero delle domande ammesse, dall’entità dei rimborsi e soprattutto dalla capacità del settore di affrontare le difficoltà economiche che continuano a provocare la chiusura dei punti vendita.

La vera partita, dunque, comincia dopo l’erogazione dei contributi. Perché dieci milioni di euro possono aiutare le edicole a resistere alla crisi, ma per salvare davvero la rete di vendita dei giornali occorre fare in modo che un’edicola possa tornare a vivere del proprio lavoro, senza dover dipendere ogni anno da un nuovo bonus.

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